Truffa all’Unione europea, gli imprenditori coinvolti sono di Troina, Cerami e Nicosia

Tra i 10 imprenditori agricoli indagati per presunte truffe all’Agenzia sulle erogazioni in agricoltura ce ne sono 6 di Troina, 2 di Cerami e 1 di Nicosia. L’altro è di Messina. L’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo di denaro e disponibilità finanziarie, di altri beni o utilità e di 782 titoli di pagamento per un totale di 1 milione e 405 mila euro.

Il “codice pascolo” al centro delle contestazioni

Ai dieci imprenditori agricoli viene contestato il mancato rispetto di una sorta di “codice pascolo”, che prevede l’obbligo di registrare la movimentazione degli animali nella Banca Dati Nazionale dell’Anagrafe Zootecnica (BDN).

Gli indagati hanno presentato richiesta di contribuiti all’Agea, dichiarando di aver condotto i propri animali a pascolare su terreni al difuori delle proprie aziende, ma non ne hanno registrato alla BDN la movimentazione

Le comunicazioni mancanti al Suap

In concreto, avrebbero dovuto comunicare allo Sportello unico per le attività produttive (Suap) del Comune di Cesarò questo trasferimento di animali in quella parte dei boschi sui Nebrodi ricadente in territorio del comune di Cesarò.

Questa comunicazione al Suap di Cesarò è un passaggio necessario per i necessari controlli sanitari sugli animali e per verificare la presenza effettiva del bestiame sui terreni indicati nella richiesta di contributi all’Agea.

I sospetti degli inquirenti

L’omissione di questa comunicazione ha suscitato il sospetto che non fosse casuale, ma un modo per sottrarsi ai controlli e ottenere indebitamente i contributi richiesti.

Un’altra circostanza che ha insospettito gli inquirenti sono le distanze che avrebbero dovuto coprire gli allevatori per condurre i loro animali in terrenti al di fuori delle loro aziende, attraversando il territorio di diversi comuni.

Le risultanze delle indagini

Dalle indagini risulta che, in alcuni casi, gli animali non erano presenti al pascolo, ma tenuti in stalla; in altri casi, il numero degli animali risultava inferiore a quello dichiarato nella richiesta di contributi.

L’indagine scaturisce dall’esposto con il quale l’Azienda speciale silvo-pastorale del comune di Troina ha segnalato delle irregolarità nella gestione dei lotti pascolativi assegnati su quella porzione dei boschi sui Nebrodi, che sono di proprietà del comune di Troina (4.200 ettari), pur ricadendo in territorio del Comune di Cesarò.

Una questione strutturale del territorio

Questa vicenda ripropone l’annosa questione dell’uso delle risorse pubbliche, nazionali ed europee, sul nostro territorio, che è un’area interna, per l’agricoltura. Il modo come vengono usate queste risorse pubbliche non aiuta lo sviluppo dell’area interna, dell’agricoltura e della zootecnia.

Questo uso di risorse pubbliche perpetua nell’area interna quell’equilibrio di sottosviluppo di cui parlava il compianto prof. Mario Centorrino, economista. Una situazione carica di ambiguità tra tradizioni e false modernizzazioni.