“Paolo Orsi da Akragas a Zancle” una mostra al museo Varisano: criticata l’assenza del Comune
Enna-Cronaca - 31/03/2026
Non è stata una semplice inaugurazione, ma un momento di riflessione collettiva quello andato in scena lunedì 30 marzo a Enna, dove la cultura è tornata protagonista grazie all’iniziativa promossa da SiciliAntica. Un appuntamento che ha acceso i riflettori sul valore e sulle fragilità del patrimonio archeologico locale.
Ad ospitare l’evento è stato il Museo Archeologico Palazzo Varisano, che ha registrato una partecipazione significativa in occasione dell’inaugurazione della mostra itinerante regionale “Paolo Orsi da Akragas a Zancle”, dedicata a uno dei padri dell’archeologia siciliana.
Istituzioni e studiosi a confronto
All’incontro hanno preso parte il soprintendente ai Beni Culturali Angelo Di Franco e il funzionario Marco Monastra, in rappresentanza del Parco archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale.
Di rilievo anche i contributi del presidente regionale di SiciliAntica, Nunzio Condorelli Caff, e della vicepresidente Simona Modeo, che hanno offerto una lettura approfondita del lavoro di Paolo Orsi, sottolineandone l’attualità scientifica.
Enna e le ricerche di Orsi: un legame ancora vivo
Dopo i saluti del presidente provinciale Gaetano Marchiafava, la neo presidente della sede ennese, Giuliana Maria Amata, ha riportato l’attenzione su alcuni snodi fondamentali delle ricerche condotte da Orsi a inizio Novecento.
Un’eredità ancora oggi centrale per chi si occupa di archeologia nel territorio, come dimostra il caso emblematico dell’iscrizione greca dei Dematriasti degli Hennaioi, rinvenuta dallo studioso e poi scomparsa: un enigma che continua a stimolare nuove ipotesi e prospettive di ricerca.
Tra passato e presente: le criticità restano
A chiudere gli interventi, l’archeologo Sandro Amata ha approfondito il rapporto complesso tra Orsi e le istituzioni locali del suo tempo, offrendo uno spunto di riflessione che appare tutt’altro che superato.
Non è passata inosservata, infatti, l’assenza del Comune di Enna, elemento che ha inevitabilmente alimentato interrogativi sull’attenzione riservata oggi alla cultura, in un momento in cui il dibattito cittadino sembra orientato altrove.
La mostra
Dopo il taglio del nastro, i visitatori hanno potuto accedere alle sale espositive allestite per l’occasione, che ripercorrono il lavoro e la figura di Orsi attraverso materiali e documenti.
La mostra sarà visitabile fino al 7 aprile 2026 presso il Museo Archeologico Palazzo Varisano, in Piazza Mazzini, secondo gli orari e le modalità già previste dal museo. Un’iniziativa che, oltre al valore scientifico, ha avuto il merito di riaprire una questione centrale: quale futuro per il patrimonio archeologico ennese?