Endometriosi, sì dell’Ars per il terzo centro in Sicilia: sarà nell’ospedale di Enna

L’Assemblea Regionale Siciliana ha dato il via libera definitivo al disegno di legge che istituisce, nell’ospedale Umberto I di Enna, il terzo polo regionale per il trattamento dell’endometriosi. La decisione segna un passo avanti cruciale per la copertura sanitaria della Sicilia centrale, affiancando la struttura ennese ai centri di riferimento già operativi presso il Civico di Palermo e il Garibaldi di Catania .

Il pressing di Lantieri

La deputata di Forza Italia, Luisa Lantieri, tra le principali sostenitrici dell’iniziativa, ha espresso grande soddisfazione per il traguardo raggiunto, ringraziando i colleghi e il governo per aver mantenuto l’impegno preso. “L’endometriosi è una malattia subdola, difficile da diagnosticare”, ha dichiarato la parlamentare durante il suo intervento in aula, sottolineando come per affrontare tale patologia servano “professionisti competenti e un’equipe in grado di capire i sintomi” che colpiscono spesso le giovanissime . Secondo Lantieri, l’assenza di una diagnosi precoce può portare a conseguenze gravissime, inclusa la sterilità. Il potenziamento dell’Umberto I si inserisce, secondo la deputata forzista, in un quadro di crescita del nosocomio, che sta evidenziando eccellenze in ambiti che vanno dalla chirurgia all’oncologia, fino all’ortopedia.

La genesu

La genesi di questo provvedimento affonda le radici nella normativa del 2019, che aveva istituito la rete regionale identificando inizialmente solo due centri d’eccellenza All’epoca, l’ospedale di Enna era rimasto escluso poiché non disponeva delle figure specialistiche necessarie per gestire la complessità della malattia.

Il nuovo testo, un disegno di legge stralcio originato dalla VI Commissione Salute, ha permesso di superare quel limite, puntando a migliorare i percorsi diagnostico-terapeutici senza generare nuovi costi significativi per la finanza regionale.

Gli scontri in aula

L’approvazione definitiva giunge dopo un iter parlamentare travagliato: nonostante il via libera della Commissione già a gennaio, il Ddl aveva subito diversi rinvii in aula ad aprile per la mancanza del numero legale, suscitando dure critiche da parte della stessa Lantieri.