Valguarnera sotto attacco: truffe con voci clonate dall’Intelligenza artificiale, scoperti 5 casi
Valguarnera - 18/04/2026
Pomeriggio di massima allerta ieri a Valguarnera, dove nel giro di poche ore si sono registrati ben cinque tentativi di truffa orchestrati con la tecnica del “finto carabiniere”. Fortunatamente, i raggiri non sono andati a buon fine, ma l’episodio solleva un allarme senza precedenti per l’evoluzione tecnologica dei criminali e l’uso dell’intelligenza artificiale per clonare la voce dei familiari.
La nuova frontiera delle truffe
La frontiera del crimine si è spostata su un livello decisamente inquietante. I truffatori non si limitano più a recitare un copione, ma riproducono con estrema precisione il timbro vocale di figli o nipoti, rendendo il pericolo molto più concreto. Diverse le tecniche usate quest’oggi.
Il caso dell’incidente
In un primo episodio, una donna ha ricevuto la chiamata di un uomo che sosteneva di essere suo figlio. La voce, identica all’originale, riferiva di aver causato un incidente stradale e di trovarsi sotto custodia dei Carabinieri. La truffa è fallita solo grazie alla prontezza della sorella della vittima, che ha posto all’interlocutore una domanda personale a cui il software non ha saputo rispondere, chiudendo poi la comunicazione.
Il trucco delle multe non pagate
Un altro anziano è stato contattato sul fisso da un sedicente nipote che, con voce febbricitante, sosteneva che la madre fosse bloccata in caserma per delle pesanti multe insolute. Nonostante lo shock iniziale, l’uomo ha intuito l’inganno e ha riattaccato, verificando poco dopo con il vero nipote che, ovviamente, era del tutto ignaro dell’accaduto.
L’intervento dei Carabinieri
Il Comandante della stazione di Valguarnera, il Maresciallo Lorenzo Giannuzzo, ha confermato la veridicità dei fatti. Subito dopo le segnalazioni ricevute nel post-pranzo, sono state inviate diverse pattuglie sul territorio per intercettare eventuali complici o vetture sospette, che però si erano probabilmente già dileguate. “Il fatto più inquietante — sottolinea il Comandante — è che queste reti criminali mirano specificamente alle persone anziane, spesso sole, confidando che l’emozione provata nel sentire la voce di un caro in difficoltà faccia abbassare la guardia.”
Un fenomeno già noto nel territorio
Non è comunque la prima volta che la provincia di Enna finisce nel mirino di queste bande. Proprio per contrastare il fenomeno, l’Arma dei Carabinieri ha recentemente intensificato gli incontri informativi presso circoli e centri di aggregazione per sensibilizzare la popolazione.
I consigli per difendersi
I consigli fondamentali per difendersi – conclude Giannuzzo – sono: Non fornire dati sensibili: I Carabinieri non chiedono mai denaro o gioielli per risolvere questioni giudiziarie o incidenti. Verificare sempre: Prima di farsi prendere dal panico, riagganciare e chiamare direttamente il familiare sul suo numero abituale. Fare una domanda ‘test’: Chiedere dettagli che solo un vero familiare può conoscere. Chiamare il 112: Segnalare immediatamente ogni tentativo sospetto alle autorità.
L’appello alla cittadinanza
L’invito alla cittadinanza è quello di mantenere la massima soglia di attenzione e di istruire i propri cari più anziani su queste nuove e pericolose modalità di adescamento tecnologico.