Elezioni, Cives sceglie di non scendere in campo ma boccia senza appello l’era Dipietro

Ha deciso di ritirarsi sull’Aventino, l’associazione Cives – cittadini per Enna e per lo sviluppo – che assicura di non voler stringere accordi con gli schieramenti in campo in corsa per le amministrative. Almeno, fino a quando i temi saranno la “formazione delle liste, le promesse di lavoro o di incarichi, i ruoli da rivestire, la “collocazione” nell’area politica più conveniente per assicurarsi la certezza dello scranno consiliare”. L’associazione assicura di essere a disposizione ad urne chiuse, quando la città avrà una nuova amministrazione, per portare avanti le istanze più urgenti per Enna.

Il riferimento a Mirello

Tra le pieghe del suo intervento, attraverso una nota, Cives lancia qualche segnale “Lo stato pietoso infatti di una città semimorta e non attraente è diventato piuttosto solo un utile slogan, ma non il tema centrale o l’elemento in grado di unire idee e risorse” spiegano gli esponenti di Cives. A parlare di una città spenta, in campagna elettorale, anzi nel lancio della sua candidatura a sindaco è stato Mirello Crisafulli, che ha paragonato Enna ad un cimitero.

“E quello che dispiace ancora di più è l’assenza della coscienza critica di diverse forze sociali, culturali ed economiche, che spesso cedono il fianco a questa consuetudine politica facendosi inghiottire dai ragionamenti “di pancia” prosegue Cives anche se non nomina mai Crisafulli.

La fine del civismo e l’attacco a Dipietro

Con Crisafulli, però, l’associazione  è d’accordo sulla fine del civismo, di cui l’amministrazione Dipietro è stata l’espressione. E sotto questo aspetto, il giudizio di Cives verso l’operato del sindaco uscente è impietoso. “Siamo d’accordo con chi ha sentenziato la morte del civismo, una morte sempre annunciata anche da noi di Civ.Es. Ma teniamo a precisare che il civismo che ha fallito è quello bugiardo e ipocrita, praticato da chi ha amministrato”

Secondo Cives, il civismo è stato una foglia di fico per “persone ben inserite nei partiti” che è diametralmente opposto “col civismo puro, inteso come movimento “alternativo” rispetto ai partiti tradizionali ma che sa offrire dialogo e collaborazione, cura della propria città”.

Stoccate all’opposizione

L’affondo a Dipietro è netto ed il suo giudizio appare senza appello così come quello nei confronti dell’opposizione.  “All’Amministrazione uscente il secondo mandato è servito per rendere nullo il primo. Seppure apprezziamo la valorizzazione di alcune aree, piazze e palazzi, in generale lo stato di fatto della città è deprimente e la qualità della politica lasciata ai posteri lo è ancora di più: una maggioranza litigiosa, sterile e mai lungimirante che ha avuto spianata la strada da un’opposizione inesistente, intenta a pettinare le bambole”.

L’auspicio del Risorgimento ennese

Cives si affida alla speranza, quasi mistica, di un “risorgimento ennese” che liberi la città dall’incanto mortifero e dall’ambiguità politica”. Infine, una timida apertura ma a giochi fatti: “Civ.Es, in ogni caso, com’ sempre stata nel suo stile, sarà pronta in seguito a collaborare con le istituzioni e dare vita ad ogni iniziativa affinché questi presupposti possano realizzarsi e divenire realtà, affinché ogni cittadino partecipi da protagonista nella vita della città”.