Festa “goliardica” a Barrafranca, giovane spara al fratello per sbaglio: ragazzo grave in ospedale
Barrafranca - 18/05/2026
Nel tardo pomeriggio di domenica 19 aprile a Barrafranca, la vita di una famiglia si è spezzata all’improvviso. Due fratelli, in un contesto definito “goliardico” dagli investigatori, sono finiti al centro di un episodio gravissimo: uno dei due – denunciato per lesioni personali colpose e porto in luogo pubblico di arma senza giustificato motivo – ha esploso un colpo d’arma da sparo e l’altro è rimasto seriamente ferito alla schiena.
Ferito gravemente
Il giovane, poco più che maggiorenne residente in paese, è stato immediatamente trasportato d’urgenza al nosocomio locale. Sul fronte sanitario, i primi riscontri hanno indicato lesioni importanti: è stata diagnosticata la frattura di parte di una vertebra. Ma a preoccupare ancora di più, fin dalle prime valutazioni, è stato il quadro interno: secondo quanto ricostruito dagli accertamenti, il colpo avrebbe provocato una lacerazione con trapasso a rene e fegato.
La prognosi, dunque, è stata riservata. E mentre i medici lavoravano per stabilizzare le condizioni del ferito, nelle ore successive si apriva anche il capitolo investigativo. La Squadra Mobile di Enna, coordinata dalla Procura, ha infatti avviato l’attività per ricostruire la dinamica, individuare la possibile arma usata e chiarire con precisione in quale momento e in quale contesto sia partito il colpo.
Le indagini
Gli esami tecnici e di laboratorio hanno fornito un elemento decisivo. Nel corpo del giovane è stato rinvenuto un piombino di metallo, con diametro di 6 mm. Il proiettile avrebbe attraversato il ferito per circa 12 centimetri. La traiettoria, per la sua conformazione e per la posizione raggiunta, ha sfiorato aree vitali.
È proprio su quel dettaglio che si concentra l’attenzione degli inquirenti: pur invadendo organi cruciali come rene e fegato, il piombino non avrebbe intaccato per pochi millimetri alcuni vasi sanguigni che, nelle ricostruzioni cliniche, avrebbero potuto portare a conseguenze fatali nel giro di pochissimi minuti. Un “quasi” terribile, che rende ancora più drammatica la vicenda.
L’omertà
Fin dalle prime ore, però, la Polizia di Enna si è trovata di fronte a un ostacolo complicato: la versione fornita dal ferito non è apparsa attendibile. Secondo quanto ricostruito, il giovane avrebbe negato di aver sentito il colpo e, soprattutto, avrebbe sostenuto di non aver visto nessuno nelle vicinanze. Dichiarazioni che, agli occhi degli investigatori, non coincidevano con gli elementi emergenti e con la ricostruzione della scena.
La polizia
A quel punto l’indagine ha iniziato a stringere il cerchio. Con l’avanzare delle verifiche, i rapporti e la dinamica sembravano ricondurre la ricostruzione sempre più all’ambito familiare, e in particolare ai due fratelli coinvolti. La Squadra Mobile, infatti, ha lavorato intensamente nelle 24 ore successive all’evento, cercando riscontri esterni e dettagli utili per confermare o smentire le affermazioni iniziali.
Nel frattempo, sono state effettuate perquisizioni nelle abitazioni dei familiari. Parallelamente, è stata svolta un’attività tecnico-investigativa anche sulle immagini dei circuiti di video-sorveglianza presenti nella zona, nella speranza di trovare conferme sul momento esatto in cui si sarebbe consumato il fatto e sul contesto in cui l’arma sarebbe stata maneggiata.
Secondo quanto riportato dagli inquirenti, la collaborazione non è stata facile: il clima in famiglia sarebbe stato segnato da ostilità e omertà. Un silenzio che, agli occhi della Polizia di Enna, avrebbe rallentato la possibilità di ricostruire in modo lineare ciò che era accaduto tra le mura di casa.
Ma la ricostruzione, a distanza di ore e dopo una serie di passaggi investigativi, ha raggiunto un punto di svolta. Il ferito, secondo quanto appreso dalla Squadra Mobile, avrebbe reso una dichiarazione considerata veritiera: ad esplodere il colpo sarebbe stato il fratello maggiore. Non quindi un episodio legato a estranei o a dinamiche esterne, ma un fatto consumato tra persone che avrebbero dovuto proteggersi a vicenda.
“Momento goliardico”
Racconto e dinamica, in base a quanto emerge, parlerebbero di un momento descritto come “goliardico”, ma con un esito che non lascia spazio a dubbi: il fratello minore è rimasto gravemente ferito, e le conseguenze potevano essere ancora più pesanti.
Dopo l’ammissione, il fratello maggiore avrebbe consegnato l’arma agli investigatori. Si tratterebbe di una carabina ad aria compressa, dotata di ottica per la mira a distanza, che sarebbe stata occultata in un fondo agricolo. Un passaggio che conferma come la vicenda non sia rimasta confinata all’istante in cui è partito il colpo, ma abbia avuto anche un prima e un dopo da chiarire con attenzione.