Caso Rugolo, Parasiliti Molica: “Condanna scrive la parole fine, stop a tentativi di minimizzare”

Il processo a Giuseppe Rugolo è chiuso ma non lo scontro tra le difese di questa vicenda che per anni ha tenuto banco ad Enna. All’avvocato Gabriele Cantaro, che stamane a ViviEnna, ha reso noto il suo punto di vista, ha replicato l’avvocato Eleanna Parasiliti Molica, difensore di Antonio Messina, l’archeologo dalla cui denuncia è scaturita l’inchiesta conclusa con la condanna definitiva a 3 anni di Rugolo.

L’affondo del legale di Messina

Secondo l’avvocato di parte civile, le  dichiarazioni del difensore del vescovo Rosario Gisana – attualmente imputato per il reato di falsa testimonianza relativa alle dichiarazioni rese durante la sua escussione come testimone nel processo a carico del sacerdote –  si inseriscono in un quadro di attenzioni che il sacerdote continua a ricevere da ambienti ecclesiali nonostante la condanna definitiva per reati a sfondo sessuale ai danni di minori a lui affidati. Il sacerdote, secondo quanto fa sapere lo stesso legale “risulta inserito nell’elenco del clero della diocesi di Piazza Armerina”

“Soddisfatti della sentenza”

“Con buona pace di quanti stanno provando a minimizzare, noi come pool difensivo siamo soddisfatti dell’esito della Cassazione che scrive la parola fine ad una vicenda giudiziaria durata sei anni — dichiara l’avvocato Parasiliti Molica —. La condanna a tre anni di carcere è dovuta purtroppo alla dichiarazione di prescrizione intervenuta in primo grado in ordine ai reati di violenza sessuale consumata ai danni di Antonio Messina, ritenuto credibile in tutti e tre i gradi del giudizio”.

Le interdizioni

Il legale sottolinea che rimangono confermate le gravi sanzioni interdittive comminate dai giudici di primo grado. Rugolo è interdetto in perpetuo da qualsiasi incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché da ogni ufficio o servizio in istituzioni o strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori.

“Il merito della denuncia di Antonio Messina — prosegue l’avvocato — è quello di avere fermato un predatore seriale che avrebbe sicuramente continuato a colpire. Lo dice già la sentenza di primo grado e lo conferma l’appello”.

A sostegno della propria valutazione, il legale riporta alcuni passaggi della sentenza della Corte d’Appello di Caltanissetta. “Da una panoramica degli atti — scrivono i giudici d’appello, come riferisce l’avvocato Parasiliti Molica — emerge quel dato processuale, già evidenziato dal tribunale, costituito dalle evidenti anomalie comportamentali del Rugolo contrassegnate da una vera e propria devianza sessuale mascherata da missione pastorale”.