Fuochi di artificio e cantante: il 2 luglio il primo “esame” per Mirello, domani la festa del trionfo
Enna-Cronaca - 27/05/2026
Il 2 luglio è già in agenda. La festa della Madonna della Visitazione, patrona di Enna, è la prima scadenza reale che attende Mirello Crisafulli da sindaco. Non una delibera, non un consiglio comunale: un giorno di luglio in cui la città smette di essere platea e diventa giudice.
L’aspettativa ennese
Per un ennese doc i parametri sono semplici e spietati: i fuochi d’artificio e il nome del cantante sul palco valgono quanto un programma di legislatura, forse di più. Crisafulli lo sa. E l’ha messa subito in calendario.
E Mirello alza la posta: “Vinciamo la Champions”
È la pancia della città che parla il 2 luglio, quella che non legge delibere e non segue i lavori di Sala Euno. Sarà il primo incontro reale tra il neo sindaco e Enna fuori dalla campagna elettorale, lontano dai manifesti e dalle promesse. Qui non si sbaglia. E lui, che ha promesso di fare rinascere Enna lo sa meglio di chiunque altro. Anzi, “il primo sindaco comunista di Enna” come un consumato allenatore, dopo aver “vinto il campionato”, ha alzato la posta. “Ora dobbiamo candidarci a vincere la Coppa dei Campioni”.
La festa del ringraziamento
Prima di quel appuntamento, però, c’è domani sera. Piazza Vittorio Emanuele torna ad essere il palcoscenico naturale di una vittoria che ha ancora il sapore del plebiscito. Crisafulli scende in piazza per ringraziare la sua città, quella che gli ha consegnato un verdetto senza appello: 9.975 voti, il 64,11 per cento dei consensi, il doppio esatto di Ezio De Rose, candidato del Centrodestra rimasto a guardare. Il clima di festa non accenna a spegnersi, sedici consiglieri eletti a Sala Euno, Marco Greco il più votato dell’intera competizione, Laura Alvano, 22 anni, la più giovane. Una coalizione che non si è limitata a vincere: ha travolto.
“Vi aspetto tutti in piazza domani sera — nessuno escluso — perché questa città non si ricostruisce senza la sua gente”, ha detto il neo sindaco. Un invito che suona meno come un comizio di chiusura e più come il primo appello di chi sa di avere un debito enorme con chi lo ha scelto.