La festa del 2 Giugno ed il ricordo dei 100 anni della nascita della provincia di Enna
Enna-Cronaca - 03/06/2026
di Giacomo Lisacchi
Una mattinata all’insegna della partecipazione, della memoria e dei valori costituzionali. È
quella promossa dal Prefetto Ignazio Portelli per celebrare il 2 giugno, data che segna l’80°
anniversario della nascita della Repubblica Italiana.
La giornata
La giornata celebrativa ha preso il via alle ore 10:00 con il solenne rito dell’alzabandiera. Successivamente, è stato letto il messaggio inviato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, seguito dal momento istituzionale del deposito della corona d’alloro. All’evento, presenziato dal Prefetto Portelli e dal Sindaco Crisafulli, hanno partecipato le massime autorità civili e militari, insieme a una folta rappresentanza delle associazioni del territorio.
Nel suo discorso ufficiale, il Prefetto ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento alla cittadinanza
e alle istituzioni presenti. L’occasione ha permesso di sottolineare non solo l’ottantesimo compleanno della Repubblica, ma anche un altro traguardo storico: i 100 anni dalla nascita della Provincia di Enna.
«Il 2 giugno del 1946 – ha ricordato Portelli – fu una data cruciale in cui il popolo fu chiamato a
decidere, attraverso il referendum, tra monarchia e repubblica, e a eleggere l’Assemblea Costituente
incaricata di redigere la nostra Carta fondamentale». Il Prefetto ha poi dato una chiave di lettura
attuale alla celebrazione, definendola come «un primo passo per il patriottismo costituzionale,
ovvero quel collante di una comunità che si riconosce. Da un lato la tutela dei diritti individuali ed
economici, dall’altro il dovere morale di obbedienza del cittadino allo Stato, inteso come
realizzazione del bene comune».
Il momento storico
Non è mancato un passaggio critico riguardo alla percezione odierna dell’Italia. Il Prefetto ha
espresso rammarico per il modo in cui il Paese viene talvolta rappresentato: «Leggendo le cronache
più recenti sembra che il nostro Paese sia solo terra di spioni, imbroglioni, malfattori e
arrampicatori sociali. Eppure, l’Italia è la nazione che, a costo di grandi sacrifici, è stata capace
della ricostruzione post-bellica, arrivando a occupare un posto tra le prime sette potenze mondiali; il
Paese che ha saputo resistere alle trame oscure, al terrorismo e all’orrore della mafia».
L’appello finale è stato rivolto all’ottimismo e all’impegno civico: «Bisogna saper intravedere il
futuro. Occorre lo sforzo di tutti, verso il progresso e la crescita economica, attraverso la
democrazia e la libertà». Portelli ha concluso ribadendo il ruolo centrale della Carta fondamentale:
«Possiamo contare sulla Costituzione a tutela dei nostri diritti e contro gli eccessi del potere. Non
dimentichiamo mai, però, che la Costituzione a sua volta conta su di noi: questo è il compito
fondamentale di ogni cittadino».