Aree interne tra declino e resilienza: perché Bronte resiste e Troina perde abitanti

Non tutte le aree interne si spopolano allo stesso modo. Non tutti i comuni delle aree interne si stanno spopolando. Ce ne sono alcuni che reggono, come Bronte, mentre altri sono in caduta libera, come Troina. Ma, come si dice in un film francese, il problema non è la caduta, il problema è l’atterraggio.

Entrambi i comuni fanno parte di due distinte Aree Interne ammesse alla SNAI nel ciclo di programmazione 2021-2027. Bronte, nel 1951, contava 18.517 abitanti; nel 2026 ne ha 18.101, meno 416 (-2,24%). Troina ne aveva 14.047 nel 1951; nel 2026 scende a 8.200 abitanti, 5.875 in meno (-41,74%).

Troina e il limite delle esperienze virtuose

La presenza dell’Oasi Maria, nata nel 1953 per iniziativa del sacerdote Luigi Orazio Ferlauto, non ha rallentato questo declino demografico di Troina, ma non l’ha frenato.

Bronte ha saputo utilizzare il pistacchio, la sua produzione tipica, come risorsa locale per lo sviluppo economico. Bisogna puntare sulle proprie risorse perché, come ci ha insegnato l’esperienza di Gagliano Castelferrato, la fabbrica viene e se ne va, e quando se ne va è un disastro: lascia edifici abbandonati e disoccupazione.

Coinvolgere il territorio per costruire una strategia

Nell’elaborare e attuare politiche di sviluppo economico locale, non basta avere le risorse. È necessario mobilitare e coinvolgere gli attori economici e sociali presenti sul territorio. Senza il coinvolgimento dei cittadini, partecipi ed attivi, non si fa nulla.

Una strategia condivisa per lo sviluppo economico si costruisce insieme alle categorie economiche, dalle attività commerciali all’agricoltura. Un ruolo importante dovrebbe averlo l’agricoltura, che nei territori di montagna delle aree interne è in crisi. Bisogna lavorare sui marchi di qualità dei prodotti di montagna (zootecnia e agroalimentare). Se non si fa così, non ha senso parlare di arrestare lo spopolamento. Sono parole al vento.

La SNAI come opportunità contro lo spopolamento

C’è bisogno di qualcuno che agevoli i comuni nella costruzione della strategia. Il percorso della strategia di sviluppo delle aree interne è lungo e complesso, in quanto bisogna mettere insieme il miglioramento dei servizi di cittadinanza (sanità, istruzione e mobilità) con le politiche di sviluppo locale.

Migliorare i servizi non vuol dire fermare automaticamente lo spopolamento, mantenere la popolazione sul territorio, come invece accadrebbe se si rilanciassero le attività economiche.

I sindaci e gli altri soggetti istituzionali del territorio devono capire che la SNAI è l’unica possibilità per poter fare qualcosa di concreto per arrestare lo spopolamento e ravvivare le loro comunità.