La rivolta nel carcere di Enna, 8 detenuti arrestati: sono stati trasferiti
Enna-Cronaca - 05/07/2026
Sono stati trasferiti nella notte in altri istituti penitenziari gli otto detenuti ritenuti tra i principali organizzatori della rivolta scoppiata nella casa circondariale “Luigi Bodenza” di Enna, che ha devastato uno dei padiglioni della struttura.
I danni
Lo spostamento in orario notturno, misura non consueta, è stato disposto per evitare che le proteste potessero riaccendersi all’interno del carcere.Ingente il bilancio dei danni: porte blindate divelte, tubature strappate, impianto elettrico gravemente compromesso, telecamere di sicurezza distrutte. La polizia penitenziaria sta ora lavorando per risalire ad eventuali altri responsabili dei disordini.
Detenuti che non hanno partecipato alla rivolta
Non tutti i 150 detenuti ristretti nel padiglione risultano coinvolti nella sommossa: alcuni, per manifestare il proprio dissenso rispetto a quanto stava accadendo, hanno scelto di chiudere il blindato della propria cella.Nelle prossime ore è atteso lo sfollamento di una cinquantina di detenuti, che lasceranno il carcere di Enna a causa dell’inagibilità di numerose celle danneggiate durante la rivolta.Sulla vicenda è intervenuta una nota congiunta dei segretari nazionali e regionali di Osapp, Uil Fp Polizia Penitenziaria, Uspp e Fns Cisl, che parlano di un “sistema penitenziario siciliano al limite” e chiedono interventi urgenti sul fronte della sicurezza del personale, denunciando la cronica carenza di organico.
Il segretario dell’Uspp Bellavia
Più diretto il commento di Filippo Bellavia, consigliere nazionale e segretario provinciale Uspp di Enna: “Se volessero, ogni giorno i detenuti potrebbero fare quello che hanno fatto ieri. Alcuni turni sono davvero sguarniti. Ad Enna abbiamo in servizio una ottantina di agenti, ne servirebbero almeno altri sessanta. Nessuno vuole più fare questo lavoro, che mette a rischio la vita ogni giorno”
La nota di FdI
.Sulla rivolta è intervenuto anche il presidente provinciale di Fratelli d’Italia Enna, Nino Cammarata, che ha espresso “piena solidarietà” alla polizia penitenziaria e a tutto il personale dell’istituto, ringraziando anche le forze dell’ordine intervenute per riportare l’ordine. Cammarata ha sottolineato la necessità di continuare a investire nel comparto sicurezza, richiamando le priorità indicate dal governo Meloni sul rafforzamento del sistema carcerario.