Piscine comunali all’aperto ancora chiuse: Enna Futura attacca la giunta Crisafulli

Cambiano le amministrazioni, ma i nodi storici della città restano al pettine. E, con l’estate ormai entrata nel vivo, a surriscaldare il dibattito politico ennese è il caso delle piscine all’aperto, ancora sbarrate nel pieno del mese di luglio. A sollevare il caso, con un duro affondo politico, sono i consiglieri d’opposizione del gruppo “Enna Futura”, Paolo Gargaglione e Giusy Macaluso, che mettono nel mirino la gestione dell’Amministrazione guidata dal sindaco Mirello Crisafulli.

I nodi

Al centro della contestazione ci sono due aspetti speculari che stanno alimentando il malumore in città: da un lato il grave disservizio per la cittadinanza, dall’altro la gestione economica degli interventi di ripristino.

Porte sbarrate in piena estate: il disagio sociale

Siamo ormai a metà luglio e l’impianto scoperto, che per molti rappresenta l’unica alternativa accessibile per trovare refrigerio dalla morsa del caldo nell’entroterra siciliano, rimane inutilizzabile. Un ritardo cronico che, come evidenziano Gargaglione e Macaluso, colpisce in modo particolare le fasce più vulnerabili della popolazione: anziani, soggetti con problemi di salute e tutte quelle famiglie che, per ragioni economiche, non hanno la possibilità di spostarsi quotidianamente verso le località balneari. Per la minoranza non regge più l’alibi del “passato”: ogni amministrazione, una volta insediata, ha il dovere di governare le emergenze ereditate e dare risposte. E le risposte, al momento, sono rimaste chiuse dietro un cancello.

Il nodo dei 60 mila euro: una spesa proporzionata?

Il secondo punto, prettamente politico e finanziario, tocca direttamente le casse del Comune. Nelle scorse settimane l’Amministrazione Crisafulli ha proposto una variazione di bilancio di circa 60 mila euro per sanare le criticità della struttura e tentare una riapertura in extremis. Una cifra rilevante che fa sorgere un interrogativo spontaneo ai due consiglieri di “Enna Futura”: ha davvero senso investire una somma così ingente per un servizio che, nella migliore delle ipotesi e visti i tempi tecnici, resterebbe fruibile solo per pochissime settimane prima della fine della stagione? Il rischio concreto, secondo l’opposizione, è quello di un esborso sproporzionato rispetto al reale beneficio temporale per la comunità.

Le richieste di “Enna Futura”

Senza voler alimentare polemiche sterili, ma invocando il principio della trasparenza, Gargaglione e Macaluso chiedono al sindaco Crisafulli e alla sua giunta un’operazione verità: qual è lo stato effettivo dei lavori? Ma soprattutto, l’obiettivo è una reale e imminente riapertura o si sta solo cercando di salvare le apparenze su una stagione ormai compromessa?La cittadinanza attende di sapere se ci saranno soluzioni alternative per garantire lo sport e la socialità estiva o se, anche quest’anno, l’estate degli ennesi resterà a secco.