La morte del vigile del fuoco, sindacati: “Turni senza sosta, serve un nuovo piano”
Enna-Cronaca - 23/07/2026
Un immediato e radicale cambio di rotta nella gestione della campagna antincendio e nell’assegnazione del personale dei Vigili del Fuoco in Sicilia. È quanto chiedono con forza i sindacati di categoria CONAPO, FNS CISL, UILFP e FP CGIL (rappresentati da S. Re, S. Simonetta, C. Pitti e G. Amato), a seguito della tragica scomparsa del Capo Reparto Alessandro Marchi, colto da malore durante le operazioni di spegnimento di un vasto rogo, e del ferimento di un altro vigile.
La nota
Nella nota congiunta, le sigle sindacali esprimono il più profondo cordoglio per la vittima e un augurio di pronta guarigione al collega ferito, definendo il drammatico episodio “il simbolo del prezzo che i Vigili del Fuoco stanno pagando nel corso di una delle campagne antincendio più difficili degli ultimi anni”.
Turni senza sosta
Da giorni, denunciano i rappresentanti dei lavoratori, i pompieri operano in Sicilia senza sosta, affrontando turni prolungati e raddoppiati per fronteggiare roghi di vaste proporzioni, evacuazioni di abitazioni e strutture sanitarie, garantendo al contempo il regolare servizio di soccorso urgente. Una situazione resa ancora più critica da una “cronica e gravissima carenza di organico”, a cui si aggiungono l’elevata età media del personale e l’alto numero di operatori parzialmente inidonei al servizio operativo.
Particolare enfasi viene posta sulla condizione di insularità della Sicilia: a differenza delle regioni continentali, l’Isola non può contare sul supporto operativo immediato dai territori limitrofi nelle prime e cruciali fasi dell’emergenza. Sebbene i rinforzi da altre regioni siano definiti “preziosi e indispensabili”, i sindacati sottolineano come non possano sostituire una presenza stabile e strutturata sul territorio.
Le proposte
Al centro della protesta c’è anche la recente ripartizione dei posti di mobilità, giudicata “incomprensibile” e del tutto insufficiente rispetto alle reali esigenze dei Comandi siciliani. I sindacati chiedono quindi tre interventi urgenti: L’immediata revisione della mobilità con un significativo incremento dei posti destinati ai Comandi della Sicilia; l’anticipazione a subito dei trasferimenti del personale attualmente previsti per il mese di ottobre; un piano straordinario di potenziamento** degli organici e delle risorse che superi la sola programmazione numerica e burocratica, tenendo conto delle specificità e del rischio incendi dell’Isola.
“Investire nei Vigili del Fuoco significa investire nella sicurezza dei cittadini”, concludono le organizzazioni sindacali. “La sicurezza della Sicilia non può essere affrontata con logiche burocratiche o con numeri sulla carta. Servono decisioni immediate, investimenti concreti e una programmazione lungimirante, perché nelle emergenze il tempo non è un dettaglio: il Tempo Salva Vite”.