Ospedale di Leonforte, sindaco contro l’Asp: “Trasferimento di Medicina deciso in segreto”

Dura protesta del sindaco di Leonforte, Piero Livolsi, che con un post pubblico ha messo in discussione la versione dei fatti diffusa dalla Direzione Strategica dell’Asp di Enna sulla riorganizzazione del presidio ospedaliero “Ferro Branciforti Capra”.

Il caso del trasferimento degli ospiti della Rsa di Pietraperzia

Nella nota diramata dall’Azienda sanitaria, la Direzione aveva rassicurato la cittadinanza sul trasferimento temporaneo di quaranta anziani ospiti della RSA di Pietraperzia presso l’ospedale di Leonforte, spiegando che la misura sarebbe legata a lavori di adeguamento della struttura di origine e destinata a esaurirsi in pochi mesi. Nella stessa nota l’Asp aveva garantito che il presidio di Leonforte non avrebbe subito “alcun pregiudizio nella sua funzionalità”, escludendo depotenziamenti, chiusure di reparti o commistioni tra Pronto Soccorso e Medicina, con “spazi, medici e personale dedicati in via esclusiva a ciascun reparto”.

La versione di Livolsi

È proprio su questo punto che si concentra la replica del sindaco di Leonforte, che ricostruisce una sequenza di eventi difforme da quella rassicurante fornita dai vertici aziendali. Secondo Livolsi, venerdì 17 luglio la direzione dell’Asp avrebbe disposto “in gran segreto” il trasferimento dei posti del reparto di Medicina al Pronto Soccorso, senza alcuna comunicazione preventiva ai sindaci del territorio. Il primo cittadino racconta di aver appreso la notizia “in via del tutto informale” e di essersi attivato nei giorni successivi per ottenere la sospensione del provvedimento, ricevendo solo “generiche rassicurazioni” dai responsabili aziendali.

Il blitz dei sindaci

Di fronte al rischio che il trasferimento venisse comunque eseguito, Livolsi riferisce di essersi recato personalmente al Pronto Soccorso lunedì 20 luglio, insieme ai sindaci di Assoro e Nissoria, per “impedire fisicamente” l’operazione. Il sopralluogo — lo stesso richiamato dalla nota Asp come momento di “confronto diretto con le istituzioni locali” — avrebbe invece portato, secondo il sindaco, a un impegno verbale del direttore sanitario La Paglia e della direttrice di presidio Montalbano a mantenere separati i due reparti, con la Medicina temporaneamente ospitata nei locali dell’ex Oncologia.

“Impegni non mantenuti”

Un accordo che sarebbe durato poco: il giorno successivo, martedì 21 luglio, sarebbe stata emanata una disposizione di servizio che di fatto accorpa Pronto Soccorso e Medicina, in aperto contrasto — scrive Livolsi — con quanto concordato appena ventiquattr’ore prima. “I fatti hanno smentito gli impegni verbali”, scrive il sindaco, ribadendo che la direzione “mai” avrebbe comunicato le proprie intenzioni ai sindaci, pur essendo questi ultimi garanti della salute sul territorio comunale.

Nel post Livolsi annuncia battaglia contro eventuali ridimensionamenti del presidio, definito “saccheggiato e derubato dei propri servizi negli ultimi trent’anni”, e non esclude, in mancanza di riscontri concreti, il ricorso alla Conferenza Provinciale dei Sindaci e all’Assessorato regionale alla Salute.

Le due posizioni

Resta dunque aperta la distanza tra le due versioni: da un lato l’Asp, che rivendica piena separazione tra i reparti e nessuna riduzione dei servizi; dall’altro il sindaco, che denuncia una disposizione di servizio che andrebbe in direzione opposta. A oggi l’Azienda non ha replicato punto per punto alle accuse di mancata comunicazione mosse da Livolsi.

Sullo sfondo resta anche la richiesta di incontro istituzionale formalizzata il 23 luglio dai cinque sindaci del distretto, Agira, Assoro, Leonforte, Nissoria e Regalbuto, che, pur richiamando espressamente le rassicurazioni pubbliche dell’Asp sul mantenimento dei livelli di assistenza, chiedono un confronto diretto con la Direzione Strategica per acquisire “ogni utile informazione” sulla riorganizzazione in corso.