Stop ai rimborsi per le terapie del figlio autistico, madre ricorre al Tar e vince
Enna-Cronaca - 24/07/2026
Ha dovuto fare ricorso al Tar per far sì che venisse riconosciuto il diritto alle terapie del proprio figlio gravemente autistico. Giovanna, madre di un bimbo che chiameremo Giuseppe ha lottato per anni affinché il figlio potesse accedere, in maniera diretta e non a rimborso, alle terapie necessarie affinché il figlio non peggiori.
Le terapie
Da quando, appena piccolissimo, i genitori avevano scoperto il disturbo da cui era affetto il bimbo, Giuseppe aveva sempre effettuato le terapie presso il Csr di Nicosia o I Corrieri dell’Oasi di Enna. Dal punto di vista burocratico, una parte del percorso terapeutico era a carico dell’Asp di Enna, mentre la logopedia e la psicomotricità, seppure venissero fatte sempre a Enna, erano a carico dell’Asp di Palermo, che poi rimborsava all’azienda sanitaria di Enna.
Asp di Palermo chiude i rubinetti
Nel 2023, però, Palermo interrompe i pagamenti e, dunque, I Corrieri dell’Oasi sono costretti a dimettere il piccolo Giuseppe dal centro diurno.

La madre, dunque, rappresentata dall’avvocato Maria Giovanna Gioveni (nella foto) diffida l’Azienda sanitaria provinciale di Palermo senza ricevere alcun riscontro. Nelle more, nonostante le difficoltà economiche della donna, il piccolo continua a fare le terapie a Enna, seppure a pagamento.
Il ricorso al Tar
L’avvocato ricorre al Tar, che concede immediatamente le terapie riabilitative e, infine, l’Asp di Palermo viene condannata al pagamento delle somme sostenute. «I bambini o i giovani adulti affetti da questa patologia dovrebbero essere maggiormente tutelati – dice l’avvocato Gioveni–. Non è possibile che per usufruire di un diritto bisogna far ricorso all’autorità giudiziaria».