Diga Ancipa, la Regione spiega il calo d’acqua: “2,5 milioni di metri cubi per l’irrigazione”

Quei 2,5 milioni di metri cubi che in otto giorni hanno fatto scattare l’allarme sulla diga Ancipa non sono «spariti» né sono il frutto di una gestione anomala. Sono stati erogati per l’irrigazione. A sostenerlo è ora l’Autorità di Bacino della Presidenza della Regione Siciliana, che interviene dopo la denuncia del Movimento per la Difesa dei Territori di Nicosia e riconduce il brusco calo dei livelli dell’invaso a un prelievo programmato e autorizzato.

I dubbi del MDT

È la prima risposta ufficiale alla richiesta di chiarezza avanzata dal MDT, che il 17 agosto aveva presentato un’istanza di accesso civico mettendo sotto osservazione proprio quei numeri. Tra il 26 luglio e il 14 agosto, aveva rilevato l’associazione, l’Ancipa aveva perso circa 3,3 milioni di metri cubi. Ma il dato che aveva fatto scattare l’allarme era quello degli otto giorni successivi al 6 agosto: 2,5 milioni di metri cubi in meno, a un ritmo che il Movimento aveva giudicato incompatibile con la sola evaporazione estiva e non spiegato da alcuna determina straordinaria allora nota.

La fornitura ai Consorzi di bonifica

Adesso l’Autorità fornisce una spiegazione: i 2,5 milioni di metri cubi erogati tra l’8 e il 14 agosto facevano parte di una fornitura complessiva di 4 milioni di metri cubi destinata alla stagione irrigua dei Consorzi di bonifica di Enna e Catania.

Non ci sarebbe dunque, secondo la Regione, alcun «buco» nella gestione dell’invaso. L’Autorità assicura che l’iter autorizzativo è stato seguito «a norma di legge» e che, prima delle decisioni, è stato coinvolto l’Osservatorio distrettuale permanente sugli utilizzi idrici, organismo nel quale siedono le strutture regionali e gli enti interessati.

Il nodo della trasparenza

C’è poi un secondo fronte, quello della trasparenza. Il MDT aveva contestato anche la sospensione della pubblicazione quotidiana dei dati sui livelli dell’Ancipa, interrotta — secondo l’associazione — dalla fine di febbraio. Una lacuna che, proprio mentre l’invaso registrava una forte diminuzione dei volumi, rendeva più difficile per cittadini e territori seguire in tempo reale l’andamento della risorsa.

Anche su questo l’Autorità di Bacino risponde, ma non annuncia il ritorno della pubblicazione quotidiana. Spiega che il monitoraggio giornaliero pubblico viene attivato quando l’area si trova in uno stato di severità idrica. Poiché lo scenario sarebbe tornato in condizioni di ordinarietà, quella misura — sostiene l’ente — non sarebbe più necessaria.