Ati Enna, stallo sulla presidenza mentre Siciliacque chiede l’aumento
Enna-Cronaca - 19/08/2026
Un ente senza guida, in un momento in cui la partita delle tariffe idriche torna a scottare. L’Assemblea Territoriale Idrica di Enna è ferma da settimane sulla scelta del nuovo presidente, dopo la scadenza del mandato quinquennale di Nino Cammarata, sindaco di Piazza Armerina, eletto il 28 aprile 2021 con il 46,24% delle quote e insediatosi il 4 maggio successivo.
La fuga dalla poltrona
Il primo tentativo di sbloccare la situazione risale alla seduta del 7 luglio scorso, quando il sindaco di Calascibetta Piero Capizzi – nonché presidente del Libero consorzio – ha proposto di rinviare il voto per favorire un confronto tra i primi cittadini, auspicando la candidatura di una donna alla guida dell’ente. L’ipotesi più accreditata era quella della sindaca di Nicosia, Anna Maria Gemmellaro, che però ha declinato l’incarico. A seguire sarebbe arrivato anche il no del sindaco di Leonforte, Piero Livolsi. Un rifiuto dopo l’altro, che restituisce il clima reale attorno al tavolo. “Si cerca un volontario”, ha ammesso a ViviEnna uno dei sindaci dell’Ennese, fotografando bene l’imbarazzo di un territorio che fatica a trovare chi si assuma la responsabilità di guidare l’ente idrico.
Il nodo Siciliacque
Dietro le riluttanze c’è una partita tutt’altro che formale. Nel verbale del 7 luglio, lo stesso Cammarata ha ricordato all’assemblea che il 9 luglio si sarebbe tenuta la Commissione Idrica Regionale, chiamata a esaminare la proposta di Siciliacque di aumentare il costo di fornitura dell’acqua all’ingrosso, proposta alla quale la presidenza dell’ATI si era già opposta l’anno precedente.
Da qui l’allarme lanciato dallo stesso Cammarata: un rinvio troppo lungo dell’elezione avrebbe lasciato l’ente privo di un legale rappresentante proprio nel momento in cui serviva ribadire la contrarietà all’aumento. I sindaci, pur decidendo di rinviare comunque il voto al 14 luglio, gli hanno dato mandato di partecipare alla CIR per portare avanti quella linea. La questione non è di poco conto per un territorio dove le tariffe del servizio idrico integrato figurano già tra le più alte d’Italia.
L’eredità rivendicata
Nel suo intervento, il presidente uscente ha anche tracciato un bilancio del proprio mandato, quasi a difesa del lavoro svolto: interventi in materia di depurazione, sei progetti nel settore idrico avviati a beneficio di altrettanti comuni, tre dei quali già finanziati (Barrafranca, Centuripe e Nissoria), gli altri ancora in attesa di coperture. Ha rivendicato inoltre la costante presenza dell’ATI ai tavoli tecnici regionali come strumento per rappresentare le esigenze del territorio.
Il pressing del Comitato
Sul fronte civico non si sono fatti attendere gli appelli. Il Comitato Senz’Acqua Enna, che da due anni denuncia disservizi e criticità strutturali del servizio gestito da Acquaenna, ha chiesto ai sindaci di non trattare la nomina come una routine da sbrigare a porte chiuse, tanto più che alla scelta del nuovo presidente si somma quella del nuovo direttore generale, dopo l’addio di Stefano Guccione, passato a un nuovo incarico a Siracusa: un ricambio che riguarda entrambi i vertici dell’ente nello stesso momento. Il comitato ha chiesto trasparenza sulle intenzioni dei sindaci e sul programma del futuro presidente.
Il rinvio a settembre
Dopo il vertice del 14 luglio, l’assemblea si è riunita nuovamente ma senza sciogliere il nodo: la scelta del nuovo presidente e del nuovo direttore generale è stata rinviata all’inizio di settembre. Un differimento che allunga i tempi in un momento in cui la partita delle tariffe e il confronto con Siciliacque restano apertissimi, e in cui il territorio attende ancora di sapere chi, tra i venti sindaci dell’Ennese, accetterà infine l’incarico.