Enna calcio, Travagin contro le contestazioni e cita Socrate e Ghandi

Dopo le due sconfitte consecutive dell’Enna Calcio, con otto gol subiti e nessuno realizzato, il presidente Giancarlo Travagin interviene sul clima venutosi a creare attorno alla squadra e sulle contestazioni della tifoseria.

In realtà ci sono altre criticità che turbano i tifosi come i lavori al Gaeta, ancora incompleti, su cui il presidente è intervenuto di recente prendendo di mira l’amministrazione Crisafulli accusata di non aver rispettato le promesse sui tempi. Lo stesso numero uno della società ha anche minacciato di ritirare la squadra non potendo avere uno stadio a disposizione. Insomma, un clima pesante che sta destabilizzando la tifoseria.

Le parole di Travagin

«Le parole e i gesti che si sono levati dagli spalti non sono solo espressione di disagio, ma anche il segnale di una ferita più profonda», scrive Travagin, che ribadisce però la legittimità della critica: «Contestare è legittimo, ma deve essere educato, rispettoso e costruttivo».Un concetto accompagnato dal richiamo a Socrate e alla capacità di confrontarsi con un pensiero senza necessariamente accettarlo.

Le accuse

Nel comunicato il presidente prende posizione anche contro chi, a suo giudizio, «incapace di creare, trova forza solo nel distruggere», richiamando quindi il valore dell’unità della comunità ennese.
Travagin lega il calcio all’identità della città, citando la Madonna della Visitazione, le confraternite e il Venerdì Santo come simboli di una tradizione che unisce. «Lo sport deve essere parte di questa stessa identità: un luogo di incontro, non di scontro», afferma.

L’appello ai tifosi

A chiusura della nota, il presidente richiama anche Mahatma Gandhi, citando la sua frase sulla forza che «non deriva dalla capacità fisica, ma da una volontà indomabile».
L’appello finale è rivolto a tifosi, dirigenti, atleti e cittadini affinché venga ritrovato «il senso autentico dello sport», fatto di rispetto e crescita.