Caro energia, le proposte di Adiconsum: price cap, meno accise e più poteri ai controllori

Il caro energia torna a pesare sui bilanci delle famiglie e anche nel territorio ennese il tema arriva sul tavolo delle organizzazioni dei consumatori. Adiconsum Sicilia, con la Cisl Agrigento-Caltanissetta-Enna, propone una serie di interventi per contenere quello che definisce l’impatto della crisi energetica sui consumatori.

L’associazione parte da una considerazione: intervenire soltanto sugli extraprofitti, sostiene, non sarebbe sufficiente se non si agisse anche sui meccanismi che, secondo la sua analisi, alimentano gli aumenti nei comparti dei carburanti, del gas e dell’energia elettrica.

L’energia e le tensioni internazionali

Il quadro nel quale si inserisce la richiesta è quello di un mercato energetico fortemente condizionato dalle tensioni geopolitiche. Alla guerra in Ucraina si è aggiunto il conflitto in Medio Oriente, con particolare riferimento alla guerra tra Stati Uniti e Iran e alle conseguenze sulle rotte energetiche del Golfo.

La situazione nello Stretto di Hormuz ha contribuito ad accrescere le preoccupazioni sui rifornimenti. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, le interruzioni legate ai conflitti in Medio Oriente hanno portato a rivedere al ribasso le previsioni sulla disponibilità mondiale di petrolio per il 2026. Anche gli attacchi alle infrastrutture energetiche e le difficoltà nei trasporti stanno mantenendo sotto pressione il mercato.

L’effetto arriva anche in Europa. Il prezzo del gas è tornato a crescere e la Banca centrale europea ha segnalato i rischi derivanti dall’aumento dei costi energetici per l’inflazione. In Italia, secondo gli ultimi dati Istat disponibili, ad agosto i prezzi degli energetici non regolamentati sono aumentati del 16,9% su base annua, mentre quelli regolamentati hanno registrato un incremento del 18,8%.

Le proposte di Adiconsum

È in questo scenario che Adiconsum chiede allo Stato di intervenire con una normativa che definisca in maniera puntuale cosa debba essere considerato speculazione e cosa costituisca un extraprofittto.

L’associazione propone inoltre di rafforzare i poteri investigativi e sanzionatori dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, del Garante per la sorveglianza dei prezzi e della Guardia di finanza.

Una richiesta che punta quindi non soltanto a intervenire sul prezzo finale, ma anche a rafforzare i controlli lungo la filiera.

Il “price cap” su carburanti ed energia

Tra le misure indicate come urgenti c’è poi l’introduzione di un “price cap”, cioè un tetto massimo al prezzo.

Secondo Adiconsum, oltre una determinata soglia lo Stato potrebbe rinunciare all’applicazione dell’Iva e intervenire parallelamente sulle accise, con l’obiettivo di contenere il costo sostenuto dai consumatori alla pompa di benzina e nelle bollette.

La proposta viene inserita dall’associazione in una strategia più ampia di contrasto al caro energia e di tutela del potere d’acquisto delle famiglie.

Il peso sulle famiglie ennesi

Per il territorio ennese la questione assume una dimensione concreta: carburanti, riscaldamento ed energia elettrica rappresentano voci di spesa che incidono direttamente sui bilanci domestici e, indirettamente, sui costi delle attività economiche.

Anche l’Autorità per l’energia ha rilevato nei mesi scorsi il collegamento tra le tensioni internazionali e l’aumento dei prezzi all’ingrosso dell’energia. Nel secondo trimestre del 2026, per i clienti vulnerabili in Maggior Tutela, la bolletta elettrica era aumentata dell’8,1% rispetto al trimestre precedente.