Calascibetta, l’Università Kore studia le antiche case scavate nella roccia

Diverse abitazioni di Calascibetta diventano oggetto di studio di alcuni studenti della facoltà di Architettura dell’Università Kore di Enna. Si tratta di edifici di media grandezza, non più di due piani di altezza, ricavati dopo aver scavato nella roccia. Abitazioni dove il primo piano veniva usato per scopi abitativi, mentre il seminterrato era adibito ai depositi alimentari e alla rimessa degli animali da lavoro, come muli e asini, inoltre in un angolo della casa vi era situata la pilozza dell’acqua, per lavarsi e fare il bucato.

Le abitazioni storiche sotto la lente degli studenti

Sotto la lente di ingrandimento degli studenti, attualmente, alcune case in Via Longobardi e Via Faranna. Il progetto di studi è stato presentato a Calascibetta, nella sala consiliare del Palazzo di città. Si tratta del primo workshop interateneo fra l’Università Kore di Enna-Dipartimento di Ingegneria e Architettura- ed i colleghi dell’Università Politecnica della Catalogna- Scuola tecnica Superiore di Architettura di Barcellona.

Il laboratorio di restauro, quest’anno, ha scelto come oggetto di studio e ricerca la città di Calascibetta, in relazione alla qualità storico-paesaggistica del suo antico insediamento.

La convenzione tra Comune e Università Kore

All’incontro erano presenti il sindaco Piero Capizzi, nonché presidente del Libero consorzio comunale di Enna, che ha firmato una convenzione con il Dipartimento di Ingegneria della Kore, diretto dal professore Francesco Castelli, la docente dell’Università Kore, Maria Teresa Campisi, e il collega spagnolo, Raimon Farrè Moreto, dell’Università Politecnica della Catalogna, gli studenti del Laboratorio di Restauro del IV anno, nonché i proprietari che hanno messo a disposizione del progetto le loro abitazioni, quali Lucia Acciaro, Guarino Colantuono, Muriel Marotta, Tino Greco ed Enzo Marotta.

Il recupero della memoria e delle tradizioni

“Lo scopo del lavoro- ha spiegato la professoressa Campisi- è la valorizzazione dei vecchi immobili costruiti sulla pietra del comune xibetano, il recupero della memoria e delle vecchie tradizioni, come la vita sociale che si svolgeva nei singoli quartieri”.

Insomma, il punto di ritrovo di allora non era l’agorà xibetana, ma il cortile del quartiere, dove tutti si conoscevano, si aiutavano a vicenda e si scambiavano opinioni importanti. Oggi i social, purtroppo, hanno fatto diventare virtuali i rapporti sociali e tra i giovani, spesso, manca quel sano dialogo.

“Nei dintorni di Barcellona–ha sottolineato il docente spagnolo Raimon Farrè Moreto– ancora oggi molte famiglie collaborano tra di loro e vivono intensamente i valori sociali, come ai vecchi tempi”.

Il Comune punta alla valorizzazione del patrimonio

Entusiasta per il progetto, il sindaco Piero Capizzi ha detto: “Il borgo di Calascibetta, insieme alla città di Enna, conserva ancora intatto tale patrimonio di vecchi immobili, soprattutto nella parte alta di Calascibetta. E’ intenzione dell’amministrazione comunale recuperare le risorse necessarie per la valorizzazione di tale patrimonio e lavorare al fine di facilitare i collegamenti tra l’Università Kore e Calascibetta, utili per gli studenti che volessero abitare o studiare il territorio xibetano”.

In futuro, si è appreso, c’è anche l’intenzione del primo cittadino di voler realizzare degli alloggi per gli studenti. Ad inizio del 2027, sempre a Calascibetta, si terranno i restanti due workshop.