Enna, aumenta il gettone dei consiglieri: 4 del Mpa ci rinunciano, critiche da Gessaro

Da 20 a 54,66 euro lordi per ogni seduta. È l’adeguamento del gettone di presenza dei consiglieri comunali di Enna, votato ieri dal Consiglio comunale. L’aumento riguarda la partecipazione alle riunioni dell’aula e delle commissioni consiliari ed è previsto dal quadro normativo regionale.

La decisione riporta al centro del confronto politico cittadino il tema dei compensi degli amministratori e del rapporto tra istituzioni e comunità. Sulla questione interviene Jacopo Mario Gessaro, presidente provinciale della Federazione nazionale Gioventù nazionale, che invita a distinguere il rispetto della legge dalla valutazione sull’opportunità politica della scelta.

Da 20 a 54,66 euro a seduta

L’adeguamento porta il gettone di presenza da 20 a 54,66 euro lordi. Il provvedimento si inserisce nel quadro degli aggiornamenti dei compensi degli amministratori locali, dopo quelli che hanno interessato le indennità del sindaco e della Giunta.

Nella sua nota, Gessaro sostiene che la legittimità normativa non debba esaurire il confronto sulla decisione. «La legge va rispettata, ma la legittimità giuridica non può esaurire la questione», afferma, richiamando la responsabilità politica che accompagna le scelte degli organi elettivi.

Il riferimento è alle difficoltà economiche che interessano famiglie, lavoratori, commercianti e giovani. «In una città in cui famiglie, lavoratori, commercianti e giovani devono fare i conti con il costo della vita e con difficoltà economiche sempre più evidenti, decisioni di questo tipo rischiano di alimentare una distanza siderale tra le istituzioni e la comunità», sostiene Gessaro.

La sua presa di posizione si concentra quindi sull’opportunità dell’adeguamento e sul segnale che una decisione di questo tipo può trasmettere ai cittadini, distinguendo il piano della legittimità normativa da quello della responsabilità politica.

I quattro consiglieri del MPA rinunciano all’adeguamento

Tra gli elementi richiamati nella nota c’è la scelta di quattro consiglieri comunali del MPA: Giusy Firrantello, Emilia Lo Giudice, Ezio De Rose e Francesco Comito. In questo elenco manca Francesco Di Venti, anche lui del Mpa, uscito dall’aula. I quattro hanno rinunciato all’adeguamento del gettone di presenza, non al compenso previsto per la partecipazione alle sedute.

Gessaro richiama la loro decisione come esempio di una valutazione di opportunità che, a suo giudizio, può andare oltre le appartenenze politiche. «Un gesto che dimostra come, al di là delle appartenenze politiche, sia possibile anteporre una valutazione di opportunità e di responsabilità nei confronti dei cittadini», scrive.

Il presidente provinciale di Gioventù nazionale ritiene che sarebbe stata opportuna una riflessione più ampia e condivisa, con il coinvolgimento della maggioranza e dell’intera opposizione. L’obiettivo, secondo la sua posizione, sarebbe stato quello di affrontare la questione in modo unitario e dare un segnale alla città.

«Prima di ogni interesse individuale viene il rapporto di fiducia con i cittadini», afferma Gessaro, riportando il confronto sul terreno della responsabilità di chi ricopre un incarico elettivo.

La critica politica e le aspettative della città

Nella nota, Gessaro collega il tema dei compensi alle aspettative maturate nei confronti della classe politica locale. La questione, nella sua lettura, non riguarda soltanto l’importo riconosciuto per ogni seduta, ma anche il modo in cui gli amministratori interpretano il mandato ricevuto dagli elettori.

«Amministrare non significa soltanto applicare ciò che la legge consente, ma anche saper valutare ciò che è opportuno fare», scrive, sottolineando la necessità di considerare le condizioni economiche della comunità e il momento in cui vengono assunte determinate decisioni.

Il riferimento è anche agli impegni della campagna elettorale. Gessaro sostiene che i cittadini si aspettino risposte concrete alle difficoltà quotidiane, oltre alle dichiarazioni programmatiche.

«I cittadini chiedono attenzioni e risposte concrete, non accontentandosi dei tanti slogan elettorali che da maggio ad oggi abbiamo visto», afferma.

Nel mirino anche le sedute da remoto

L’intervento di Gessaro si estende anche alle modalità di partecipazione ai lavori del Consiglio comunale. Nella nota viene proposta una riflessione sull’utilizzo della modalità mista, con l’obiettivo di superare il collegamento da remoto come modalità ordinaria e privilegiare la presenza fisica, fatti salvi i casi eccezionali e adeguatamente motivati.

Secondo Gessaro, il mandato elettivo comporta una responsabilità che si traduce anche nella partecipazione diretta alla vita istituzionale della città.

«Ricoprire un mandato elettivo significa assumersi la responsabilità di partecipare attivamente alla vita istituzionale della città, garantendo presenza, confronto e vicinanza alla comunità», scrive.

Il tema della partecipazione a distanza apre così un ulteriore fronte di discussione sul funzionamento dell’assemblea cittadina. La richiesta è di valutare non soltanto le modalità con cui vengono riconosciuti i compensi, ma anche quelle attraverso cui i consiglieri esercitano il proprio mandato.