Dopo le proteste di Milano e lo sciopero degli autotrasportatori, B. Marco Guarneri: «Prima di giudicare, impariamo ad ascoltare»

Lo scrittore e saggista legge il disagio giovanile, il carovita e i conflitti sociali come segnali di una fragilità comune e propone di affiancare al PIL un criterio di benessere più ampio.


San Cataldo, 21 ottobre 2026 – Di fronte alle proteste di Milano e agli episodi di violenza che hanno coinvolto ragazzi giovanissimi, lo scrittore e saggista italiano B. Marco Guarneri richiama l’attenzione sulla capacità della società di ascoltare prima che una difficoltà esploda. «Comprendere il disagio non significa giustificare le azioni violente», sottolinea, ma accanto alla responsabilità dei singoli gesti occorre chiedersi quale spazio offriamo ai giovani per sentirsi parte della comunità, sviluppare le proprie capacità e immaginare un futuro.

Il modo in cui questi fatti vengono raccontati e vissuti è, per Guarneri, parte del problema. La tecnologia avvicina esperienze lontane, ma la rapidità della comunicazione favorisce giudizi sommari e contrapposizioni: si vede moltissimo e ci si concede pochissimo tempo per comprendere. Da qui la responsabilità di chiunque produca o condivida contenuti: verificare le informazioni, restituire il contesto, distinguere i fatti dalle interpretazioni, riconoscere ciò che non si sa e disporsi a correggersi.

Lo stesso atteggiamento, osserva l’autore, serve per leggere lo sciopero degli autotrasportatori, che mostra come la tensione sociale non riguardi soltanto i giovani. Occorre distinguere chi guida la protesta dalle molte persone che possono riconoscersi nelle difficoltà che esprime, senza trascurare chi attende una merce o dipende da un servizio. Quando un’attività si ferma, diventa evidente quanto il lavoro altrui sostenga la quotidianità di tutti, e ascoltare entrambe le parti significa prendere sul serio bisogni che non sempre coincidono.

Alla base di queste difficoltà lo scrittore e saggista italiano individua il peso del carovita, che invita a guardare alla vita delle persone oltre i risultati economici complessivi. Il PIL misura l’attività economica ma non descrive da solo il benessere di una società, ed è per questo che accanto a indicatori come il BES dell’Istat Guarneri propone il Benessere Interno Lordo (BIL), che considera il tempo per vivere, l’equilibrio tra lavoro e vita personale, il senso di appartenenza e la possibilità di coltivare le proprie capacità. Quando le energie sono assorbite dalle necessità quotidiane, progettare il futuro diventa più difficile e può insinuarsi una crisi di significato. «Alla domanda “quanto produciamo?” dobbiamo affiancare “come viviamo e quali possibilità abbiamo di costruire una vita significativa?”».

Per rispondere a questa crisi, il cambiamento che l’autore de “Il Giardino Invisibile: Come coltivare la Coscienza nell’epoca della Dispersione” propone attraverso la scrittura parte dallo sguardo sull’altro e si traduce in azioni concrete: una scuola che aiuti a riconoscere le proprie inclinazioni, percorsi di orientamento accessibili anche in età adulta, un lavoro che permetta di sviluppare capacità, spazi culturali di incontro e partecipazione. Le immagini della ghianda, della Stella Polare, del bonsai e del giardino, ricorrenti nella sua opera, raccontano la possibilità di crescere secondo la propria natura in un ambiente che offra terreno fertile a tutti. È il nuovo umanesimo che Guarneri intende esplorare nei suoi libri e che richiede, afferma, l’umiltà di ascoltare, la disponibilità a rivedere le proprie convinzioni e il coraggio di ridurre il bisogno di prevalere.