Quarto Policlinico a Enna, la Regione frena: prima i ministeri
Enna-Cronaca - 23/10/2026
Un milione di euro è un buon inizio, ma non è ancora un Policlinico. Dopo la conferenza stampa al Comune di Enna, l’assessorato regionale della Salute mette in fila i passaggi obbligati.
La nota dell’assessorato
Con una nota, l’assessorato precisa che la norma di iniziativa parlamentare, approvata in manovra, che stanzia un milione di euro per l’Asp di Enna per la progettazione del quarto Policlinico universitario all’Umberto I «richiede, per la sua attuazione, necessarie ed obbligatorie interlocuzioni istituzionali» con i ministeri dell’Università e della ricerca, della Salute e, per le ricadute finanziarie, dell’Economia. Aggiunge che la norma influisce sulla classificazione del presidio ospedaliero di Enna e non è coerente con la rete ospedaliera, attualmente al vaglio dei ministeri affiancanti. La nota non cita livelli di Dea né reparti: quanto segue è contesto, non suo contenuto.
Un milione per progettare, non per costruire
Il primo limite è nella natura dello stanziamento. Il milione serve a muovere i primi passi: analisi dei bisogni sanitari, specialità cliniche, servizi, posti letto, valutazioni economiche, organizzative e immobiliari. Il cantiere è un’altra storia. Anche la cornice legislativa è larga: l’articolo 41 della legge di stabilità regionale 2023 si limita a incaricare l’assessore alla Salute, d’intesa con quello all’Istruzione e con le università interessate, di predisporre gli atti per costituire il quarto Policlinico, senza indicarne la sede. Enna è nell’emendamento, non nella legge che lo ispira.
Il nodo della classificazione
Qui il contesto aiuta a leggere la nota. Nella rete ospedaliera regionale l’Umberto I è un Dea di primo livello, mentre il Sant’Elia di Caltanissetta è già un Dea di secondo livello. Non è un dettaglio: nel 2023, secondo il racconto dell’allora sindaco nisseno Roberto Gambino, l’emendamento di Fabio Venezia puntava a istituire un Dea di secondo livello a Enna, prima di essere ridimensionato in aula fino alla formula generica dell’articolo 41. Che sia questo il rilievo dell’assessorato resta una lettura, perché la nota non lo dice.
La sfida con il capoluogo nisseno
Caltanissetta ha il Sant’Elia e un Consorzio universitario legato all’Università di Palermo, con un corso di Medicina attivo da oltre vent’anni. Già nel 2023 Gambino sosteneva che non ci fossero le condizioni per un secondo Dea di secondo livello a trenta chilometri di distanza. Enna rispondeva con l’argomento universitario, la Kore, anche se la sua natura privata fu sollevata come obiezione già allora. Il sindaco Mirello Crisafulli parla di «Policlinico dell’area interna», con le strutture nissene dentro il progetto: gesto di buon vicinato o prudente assicurazione?
Il peso della politica
Se la nota sia un freno tecnico o un segnale politico lo diranno i prossimi passi. Intanto il governo regionale tiene a ricordare che la norma è «di iniziativa parlamentare». Il primo round è di Enna; il match, per ora, si gioca tra Palermo e Roma.