Calascibetta, truffa del finto carabiniere: tre persone denunciate
Calascibetta - 28/10/2026
Tre persone, due uomini e una donna, sono state denunciate in stato di libertà con l’accusa di aver messo a segno una truffa con la tecnica del finto carabiniere a Calascibetta. L’episodio si è verificato nei giorni scorsi nel centro cittadino e ha portato all’avvio di un’indagine da parte dei militari della locale Stazione, coordinati dalla Compagnia di Enna.
La truffa del falso incidente
Secondo quanto ricostruito, la vittima avrebbe ricevuto una telefonata da una persona che si era presentata come appartenente all’Arma. Il falso carabiniere avrebbe raccontato di un grave incidente stradale in cui sarebbe rimasto coinvolto un familiare, prospettando possibili conseguenze giudiziarie e chiedendo, con urgenza, denaro contante e oggetti in oro.
La richiesta, accompagnata dalla pressione emotiva legata al presunto incidente, avrebbe indotto la vittima a consegnare quanto richiesto. Una volta ottenuti i beni, i responsabili si sarebbero allontanati, facendo perdere le proprie tracce.
Le indagini e le tre denunce
Le verifiche sono partite dopo la segnalazione dell’accaduto. Gli investigatori hanno raccolto testimonianze e analizzato le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti sul territorio, incrociando gli elementi acquisiti con i dati relativi alle comunicazioni telefoniche.
Gli accertamenti avrebbero consentito di identificare i tre presunti responsabili, successivamente denunciati all’autorità giudiziaria di Enna. La loro eventuale responsabilità dovrà essere accertata nelle sedi competenti.
Come difendersi dalle truffe
Il raggiro del finto carabiniere fa leva sulla paura per la sorte di un familiare e sull’urgenza di intervenire per evitare conseguenze che, nella realtà, non esistono. Per questo, in caso di telefonate che segnalano incidenti o arresti di parenti e chiedono denaro o preziosi, è importante interrompere la conversazione e verificare direttamente la situazione con il familiare interessato.
Le forze dell’ordine e gli enti pubblici non chiedono pagamenti, cauzioni o oggetti di valore da consegnare a domicilio per risolvere presunte vicende giudiziarie. In caso di sospetti, è consigliabile non aprire la porta a sconosciuti e contattare il numero unico di emergenza 112.