Truffa del finto carabiniere, due arresti a Catenanuova: recuperati gioielli da 11.500 euro

Due uomini di origine catanese sono stati arrestati dopo essere stati fermati dalla Polizia stradale nei pressi dello svincolo di Catenanuova, lungo l’autostrada A19 in direzione Catania. Nell’automobile gli agenti hanno trovato diversi monili in oro, ritenuti provento di una truffa commessa poche ore prima ai danni di un’anziana residente a Santo Stefano di Camastra, nel Messinese. Il valore dei preziosi è stato stimato in circa 11.500 euro.

I preziosi nascosti in un fazzoletto

Il controllo è stato eseguito da una pattuglia del Distaccamento della Polizia stradale di Catenanuova. L’atteggiamento dei due occupanti ha indotto gli agenti ad approfondire gli accertamenti, accompagnandoli negli uffici del distaccamento.

Durante una perquisizione personale, uno dei due è stato trovato in possesso dei gioielli, nascosti e avvolti in un fazzoletto. Le verifiche sono proseguite attraverso le banche dati delle forze dell’ordine e il raccordo con la Sala operativa.

Gli investigatori hanno tenuto conto anche dei precedenti specifici dei due uomini, relativi a truffe commesse con la tecnica del cosiddetto «finto carabiniere».

La truffa nel Messinese

Gli accertamenti hanno consentito di ricondurre i monili a una truffa consumata nella stessa mattinata a Santo Stefano di Camastra. La circostanza è stata successivamente confermata dai due uomini, secondo quanto riferito dalla Polizia.

La presunta vittima è stata quindi invitata a raggiungere gli uffici del Distaccamento di Catenanuova, dove ha presentato denuncia. La donna ha riconosciuto come propri i gioielli recuperati e, nel corso di un’individuazione fotografica, ha identificato uno dei due soggetti.

La restituzione dei gioielli e gli arresti

Il valore complessivo della refurtiva è stato quantificato in circa 11.500 euro. Al termine degli accertamenti, d’intesa con il pubblico ministero di turno, i preziosi sono stati restituiti alla legittima proprietaria. I due uomini sono stati arrestati perché ritenuti responsabili, in concorso, di truffa aggravata e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria.