Svolta trasparenza crisi idrica in Sicilia: Regione accoglie ricorso di ANAFePC e interviene sui comuni. Atti al vaglio.
Comunicati Stampa - 29/10/2026
Si registrano sviluppi significativi nella mobilitazione dell’Accademia Nazionale per l’Alta Formazione e Promozione della Cultura, del Lavoro e del Sociale (ANAFePC) sulla crisi idrica in Sicilia, con lo sblocco dell’accesso alla documentazione sull’emergenza.
L’Assessorato regionale delle Autonomie Locali ha infatti accolto il ricorso dell’associazione, emanando una direttiva formale che ingiunge alle amministrazioni comunali l’immediato rilascio dei documenti richiesti. Sotto la lente dei legali dell’organizzazione si trovano ora anche il caso Maddalusa ad Agrigento e le criticità registrate in diversi enti locali del Nord Italia.
I legali di ANAFePC sono già al lavoro per incrociare i dati ottenuti dopo mesi di mobilitazione, al fine di individuare le precise responsabilità dei gestori, dei Comuni e della Regione per i gravissimi disservizi idrici nell’isola. In precedenza, l’ente aveva attivato le procedure di accesso civico generalizzato (FOIA) presso 21 amministrazioni comunali. Di fronte al silenzio della quasi totalità dei destinatari, l’associazione aveva investito della questione la Corte dei Conti, l’ANAC e il competente Assessorato regionale, estendendo la denuncia anche ai Ministeri dell’Ambiente, delle Infrastrutture e della Salute. L’intervento della Regione ha infine sbloccato l’inerzia iniziale, spingendo la maggior parte delle autorità locali a trasmettere gli atti.
“La trasparenza sull’acqua è un pilastro democratico non opzionale”, dichiara il presidente di ANAFePC, Calogero Coniglio. “L’intervento della Regione conferma la bontà della nostra battaglia. Utilizzeremo questi dati per tutelare i cittadini, individuare le precise responsabilità di gestori ed enti, e fare piena luce anche sul drammatico nodo delle dighe incompiute e sulla gestione degli invasi. Continueremo a vigilare senza sconti fino all’accertamento di ogni verità”.
Sul piano territoriale, ANAFePC ha inoltrato una dettagliata nota al Prefetto di Agrigento, provincia maggiormente colpita dall’emergenza, sollecitando un intervento urgente per il quartiere di Maddalusa, dove la popolazione versa in una condizione di grave disagio igienico-sanitario e sociale. Nel documento si chiede di fare chiarezza sullo stato amministrativo della “Zona A” e su eventuali ordinanze di demolizione pendenti, spesso utilizzate come alibi burocratico. L’associazione invoca inoltre la condivisione degli esiti dei tavoli tecnici con la Protezione Civile e un impulso reattivo verso i Sindaci per l’adozione di ordinanze contingibili e urgenti volte ad attivare presidi stabili di distribuzione, interventi strutturali sulle reti e allacci temporanei d’emergenza.
A sottolineare il raggio d’azione dell’iniziativa è il vicepresidente di ANAFePC, Maurizio Cirignotta: “La nostra azione di monitoraggio non si ferma alla Sicilia, ma si estende anche alle criticità del Nord Italia, dove registriamo già i primi riscontri formali, come quello giunto dal Comune di Garlasco (PV). La crisi idrica è una vertenza nazionale: dalle emergenze di quartiere come Maddalusa ai razionamenti nel settentrione, chiediamo interventi strutturali immediati, ordinanze contingibili per l’approvvigionamento e lo stop ad alibi burocratici che penalizzano le comunità”.