Enna: prorogata la rottamazione dei tributi locali, Trovato: “Già mille le istanze presentate”

Il Consiglio comunale di Enna ha approvato la proroga all’11 novembre del termine per aderire alla definizione agevolata dei tributi locali. Una decisione che concede qualche giorno in più a cittadini e professionisti per presentare le domande e beneficiare delle agevolazioni previste dal regolamento comunale sulla cosiddetta rottamazione delle entrate.

Il pressing dei professionisti

La proroga nasce dall’esigenza di venire incontro alle richieste di numerosi professionisti, impegnati in queste settimane con altre importanti scadenze fiscali, senza perdere di vista la necessità di consentire agli uffici comunali di gestire le numerose istanze già pervenute.

L’assessore al Bilancio Trovato

A spiegare le ragioni della scelta è l’assessore al Bilancio Giuseppe Trovato, che ha fornito anche un primo dato significativo sull’adesione alla misura: “Sono circa mille le istanze già arrivate al Comune”.

Lo slittamento del termine potrebbe consentire di raccoglierne altre diverse centinaia. Facendo due conti, il Comune di Enna potrebbe incassare tra i 500 ed i 600 mila euro dalla rottamazione.

L’amministrazione avrebbe valutato anche l’ipotesi di una proroga più lunga, ma a pesare è stata soprattutto la mole di lavoro che attende gli uffici finanziari. Le pratiche, infatti, dovranno essere istruite e definite entro la fine dell’anno.

Un’opportunità per i contribuenti

La definizione agevolata rappresenta un’opportunità per i cittadini che hanno debiti arretrati nei confronti del Comune. L’obiettivo è favorire il recupero delle entrate comunali consentendo ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione attraverso condizioni economiche più vantaggiose rispetto alla riscossione ordinaria.

Il beneficio principale consiste nella riduzione delle sanzioni, che può arrivare fino all’80 per cento, e nell’azzeramento integrale degli interessi, secondo le condizioni previste per l’adesione. Resta invece dovuto il capitale del tributo, insieme alle spese di notifica e agli eventuali oneri di riscossione previsti dal regolamento.

Come funziona la rottamazione

La misura riguarda le entrate comunali tributarie e patrimoniali non riscosse, comprese quelle oggetto di avvisi di accertamento esecutivi, ingiunzioni fiscali e procedure di riscossione. Le tipologie di entrate e le annualità ammesse sono individuate dagli atti attuativi del Comune.

Per aderire è necessario presentare un’apposita domanda attraverso la procedura telematica predisposta dall’amministrazione, accedendo con SPID o CIE. Nella dichiarazione il contribuente indica anche il numero di rate richiesto e, in presenza di controversie tributarie pendenti, deve rinunciare al giudizio.

Una volta ricevuta la domanda, il Comune comunica l’esito dell’istruttoria, gli importi dovuti e il calendario dei pagamenti.

Pagamenti anche a rate

Il regolamento prevede diverse possibilità di pagamento in funzione dell’importo del debito. Per somme fino a 400 euro è previsto il versamento in un’unica soluzione. Per importi superiori è possibile scegliere una rateizzazione mensile, fino a un massimo di 60 rate per i debiti più elevati.

Per gli importi superiori a 18 mila euro è richiesta una garanzia fideiussoria. Sono inoltre previste ulteriori agevolazioni per chi sceglie l’addebito diretto sul conto corrente o elegge un domicilio digitale tramite PEC.

Attenzione, però, al rispetto delle scadenze: il mancato pagamento, un versamento insufficiente o un ritardo superiore a sette giorni comportano la decadenza dai benefici della definizione agevolata, con la ripresa delle ordinarie procedure di riscossione.