Il caso ennese: cresce l’economia ma non il lavoro, l’analisi della Cisl
Enna-Cronaca - 03/11/2026
L’economia mostra segnali di crescita, ma il mercato del lavoro continua a perdere terreno. È il paradosso della provincia di Enna che emerge dal monitoraggio degli indicatori congiunturali diffuso dalla Camera di Commercio, con l’analisi del Centro studi dell’Istituto Tagliacarne. A evidenziarlo è la Cisl Agrigento Caltanissetta Enna, che chiede interventi condivisi per trasformare i segnali positivi in occupazione.
I numeri della contraddizione
Le esportazioni provinciali crescono del 26,4%, contro il 4,5% nazionale. Le start-up innovative aumentano del 13,3%, mentre in Italia diminuiscono del 5%. Positivo anche l’andamento dei prestiti alle attività economiche, in crescita del 5,8%, così come quello del Terzo settore.
Di segno opposto i dati occupazionali: gli occupati diminuiscono del 2,5%, a fronte di un incremento nazionale dello 0,6%. Le imprese attive calano dell’1,1% e le assunzioni previste dalle aziende crescono meno della metà rispetto alla media italiana.
«Sono numeri che vanno letti tutti insieme – afferma la segretaria generale Carmela Petralia –. Sono segnali veri, merito di imprese, lavoratori e realtà sociali che hanno scelto di restare e investire. Ma gli occupati scendono. La crescita c’è, ma non si traduce in lavoro. E senza lavoro non si ferma l’esodo dei giovani».
Cassa integrazione e crisi aziendali
A preoccupare ulteriormente il sindacato è l’aumento del 24,1% delle ore di cassa integrazione, in controtendenza rispetto alla diminuzione del 18,7% registrata a livello nazionale.
La Cisl propone un monitoraggio costante delle crisi aziendali, coinvolgendo istituzioni e associazioni datoriali, e chiede di utilizzare i periodi di sospensione dal lavoro per percorsi di formazione e riqualificazione professionale.
Tra le priorità indicate figurano anche il pieno utilizzo degli strumenti della Zes unica e della zona franca urbana, con particolare attenzione al rilancio dell’area industriale di Dittaino.
Giovani e investimenti, le opportunità da valorizzare
Un altro elemento evidenziato da Petralia riguarda la crescita del 5% di depositi bancari e risparmio postale. Risorse che, secondo il sindacato, potrebbero essere maggiormente indirizzate verso investimenti nell’economia locale.
Anche la formazione offre indicazioni interessanti: il 43,4% delle nuove matricole sceglie corsi Stem, portando Enna al dodicesimo posto nazionale. Un risultato che rischia però di favorire altri territori se non sarà accompagnato da opportunità professionali qualificate.
Da qui la proposta di un tavolo permanente tra scuola, università, formazione e imprese, insieme a strumenti come la Start tax per i giovani neoassunti.
Il Patto per Enna diventa provinciale
Per la Cisl la risposta passa dal Patto per Enna, la proposta di collaborazione avanzata dal sindacato ai candidati sindaco del capoluogo prima delle ultime amministrative. L’obiettivo è estendere l’iniziativa a tutta la provincia, coinvolgendo Comuni, Libero Consorzio, Camera di Commercio, Università Kore, scuole, imprese e Terzo settore.
«Questi dati ci dicono che oggi il Patto per Enna deve allargarsi a tutta la provincia», sostiene Petralia, indicando la necessità di fissare obiettivi verificabili su occupazione stabile, giovani, lavoro femminile, servizi e infrastrutture.
Un percorso che, nelle intenzioni del sindacato, dovrà mettere attorno allo stesso tavolo tutti gli attori economici e sociali del territorio.
«Enna non ha bisogno di letture di comodo, né trionfalistiche né rassegnate. Ha bisogno di trasformare i segnali positivi in posti di lavoro stabili e dignitosi. La Cisl è pronta a fare la propria parte: i numeri li conosciamo, adesso servono le scelte», conclude la segretaria generale.