Emigrare o restare, la storia di Barbetta: “Oggi si può lavorare per il mondo anche da Nicosia”
Nicosia - 04/11/2026
Da Nicosia alla Toscana, fino a raggiungere con la propria voce alcuni importanti musei europei. È il percorso professionale di Antonino Barbetta, nato nella città della provincia di Enna nel 1961 e trasferitosi da molti anni in Toscana, dove ha trasformato una passione giovanile in un’attività professionale rivolta a clienti italiani e internazionali.
La sua è anche una storia che parla ai giovani di un territorio alle prese con l’emigrazione e lo spopolamento: partire può essere un’opportunità, ma le proprie origini non devono diventare un ricordo lontano.
Dalla radio alla professione di voice talent
Il rapporto di Barbetta con la voce comincia nel 1976, quando inizia a fare radio. Tra la fine degli anni Settanta e gli Ottanta vive intensamente quell’esperienza, fatta di passione, sperimentazione e contatto diretto con gli ascoltatori.
Dopo una lunga parentesi, nel 2019 decide di ripartire proprio da quella passione. Allestisce uno studio professionale in Toscana e intraprende la carriera di voice talent, prestando la propria voce per audiolibri, produzioni aziendali, corsi di formazione e audioguide museali.
Tra le collaborazioni più significative figurano il Guggenheim Museum di Bilbao, il Sybir Memorial Museum di Białystok, il Museo della Memoria degli Abitanti della Terra di Oświęcim e la Haus der Geschichte di Bonn.
«Trovo ancora oggi particolare pensare che una voce nata a Nicosia sia arrivata, attraverso il mio lavoro, ad accompagnare visitatori in musei e luoghi della memoria a migliaia di chilometri dalla Sicilia».
Il legame con Nicosia non si è mai interrotto
La Toscana è diventata il centro della sua vita professionale e personale, ma Nicosia conserva un posto speciale nella sua storia. Qui vivono ancora alcuni familiari e qui si trovano le radici di un percorso che la distanza non ha cancellato.
«Le origini non si cancellano con la distanza. Rimangono nella memoria, nei racconti familiari, in qualche abitudine tramandata dai genitori, dai nonni e, probabilmente, anche in un certo modo di vedere le cose».
Una riflessione che accompagna anche il giudizio sulle scelte compiute. «Credo che si possa vivere lontano dal luogo in cui si è nati senza smettere di sentirsene parte».
Il messaggio ai giovani: partire non è l’unica strada
La sua esperienza offre uno spunto interessante per affrontare una delle questioni più delicate per le aree interne: il rapporto tra opportunità professionali ed emigrazione.
Secondo Barbetta, oggi la tecnologia ha modificato profondamente le possibilità di lavoro. Si può vivere in un piccolo centro e collaborare con aziende e istituzioni che operano in altri Paesi, senza che la distanza rappresenti necessariamente un ostacolo.
«Il mio stesso lavoro ne è un esempio: registro nel mio studio in Toscana e la mia voce può essere utilizzata poche ore dopo in Germania, Spagna, Polonia o in qualsiasi altro Paese».
Ai ragazzi di Nicosia suggerisce di non considerare il luogo di nascita un limite, ma di investire sulla preparazione, sulle lingue, sulle competenze digitali e sulla capacità di adattarsi.
«Partire può essere necessario e, per qualcuno, può rappresentare un’opportunità. Ma partire non significa necessariamente abbandonare le proprie radici. E allo stesso modo restare non significa necessariamente rinunciare alle proprie ambizioni».
Reinventarsi non ha età
C’è infine un altro aspetto della sua storia che merita attenzione: la possibilità di ricominciare professionalmente anche dopo molti anni. Barbetta lo ha fatto nel 2019, tornando a una passione coltivata in gioventù e trasformandola in un lavoro.
«Non esiste necessariamente un’età prestabilita nella quale costruire qualcosa di nuovo», racconta, ripensando alla propria seconda partenza professionale.
Un messaggio che va oltre la sua esperienza personale e che restituisce una prospettiva diversa anche sul futuro di Nicosia: creare opportunità, valorizzare le competenze e sfruttare le possibilità offerte dalle nuove tecnologie.
La distanza, in fondo, non cancella il punto di partenza. «Le occasioni possono arrivare molto lontano dal luogo in cui siamo nati. L’importante, però, è sapere da dove siamo partiti. E per me quel punto di partenza rimane Nicosia».