Studente di Enna muore in incendio appartamento a Roma
Enna-Cronaca - 22/06/2010
E’ stato trovato accanto alla finestra. E’ lì che Mirco Angelo T. di Enna, 32 anni, è morto carbonizzato, forse tentando di mettersi in salvo dalle fiamme. Il rogo che lo ha ucciso è scoppiato questa mattina intorno alle 5 nel suo appartamento al secondo piano di una palazzina di cinque piani in via della Marranella 83, in zona Acqua Bullicante, dove abitava con altri due studenti. Lo stabile è abitato soprattutto da giovani universitari che vengono da tutta Italia per studiare nella capitale.
Salvi, per fortuna, i due coinquilini: un giovane di 28 anni, intossicato ma messo in salvo dai vigili del fuoco intervenuti con cinque mezzi, e una studentessa di Sora, che non era in casa. Secondo i primi accertamenti, le fiamme si sono sviluppate forse a causa di un corto circuito, o di un mozzicone di sigaretta lasciato accesso nella stanza, e il fuoco si è propagato velocemente alle tende della stanza dove l’uomo è stato trovato morto.
Alle 5.20, quando l’incendio è divampato, il ragazzo era nella sua stanza e probabilmente stava dormendo. Gli investigatori dovranno accertare se si è addormentato con la sigaretta accesa oppure se una lampada ha provocato un corto circuito, anche perché l’impianto elettrico dell’appartamento era molto vecchio. In entrambi i casi, le fiamme si sono facilmente propagate perché la stanza era colma di materiale infiammabile: una scrivania, libri, cd, dvd ed l’impianto hi-fi.
Dopo essersi svegliato di soprassalto, lo studente si è avvicinato alla finestra ma – secondo una prima ricostruzione – intossicato dal fumo, ha prima perso i sensi e poi è stato avvolto dalle fiamme. Svegliati dalle urla, alcuni vicini hanno chiamato il 113 e i vigili del fuoco. Quando i pompieri sono arrivati hanno fatto sgomberare tutti gli inquilini che abitavano nel palazzo di quattro piani. Entrati nell’appartamento al secondo piano, dove è esploso l’incendio, hanno prima salvato una studentessa e poi trovato il cadavere della vittima proprio tra il letto e la finestra. La stanza era praticamente distrutta dalle fiamme. L’appartamento è stato dichiarato inagibile, mentre gli altri inquilini sono stati fatti rientrare nelle abitazioni.
“Non posso crederci che Mirko sia morto così”. Parla sconvolto Alessandro, uno degli amici che si sono ritrovati sul luogo dell’incendio per stringersi in un ultimo abbraccio. “Era un bravissimo ragazzo e ci conoscevamo da una vita”, continua Alessandro. “Tutti e due eravamo di Enna e tutti e due siamo venuti a studiare qui. Siamo sempre rimasti in contatto e proprio la settimana scorsa mi aveva invitato a cena nel ristorante dove assisteva dei ragazzi disabili. Non posso ancora crederci, quando mi hanno avvisato sono immediatamente venuto a vedere. E’ una tragedia, e solo un mese fa è morto il padre, tutti gli siamo stati vicini anche se lui ha sempre reagito con forza. Studiava nella facoltà di Sociologia – dice ancora tra le lacrime – anche se era fuori corso da molti anni perché il lavoro gli toglieva tempo. Però non voleva gravare sulla famiglia, soprattutto dopo la morte del padre. Per questo preferiva continuare a lavorare”.
Sotto l’appartamento per tutta la mattina sono arrivati amici, conoscenti e vicini: “Ho visto il fumo uscire dal palazzo difronte”, racconta frastornata Daniela la donna che per prima questa mattina ha lanciato l’allarme: “Sono stata svegliata perché ho sentito delle urla disperate. Non ho capito bene cosa stesse succedendo ma senza neanche pensarci ho chiamato i pompieri. Poi sono corsa in strada, vedevo la gente uscire dal palazzo, le fiamme, le urla. Un incubo. Poi, un ragazzo ha iniziato a gridare che dentro c’era un suo amico ancora. Ma a quel punto era troppo tardi”.
Spavento anche per le otto famiglie che vivono nella palazzina senza ascensore: “All’improvviso, mentre dormivo – racconta Ilaria che vive all’ultimo piano con la famiglia – ho sentito gridare ‘aiuto’. Erano urla disperate e mi sono precipitata verso la porta. Appena l’ho aperta ho visto il fumo e mi sono sentita subito soffocare. Non riuscivo a respirare. Per un attimo sono entrata nel panico, poi ho seguito mia sorella che aveva aperto la finestra che porta su tetto. Siamo scese da lì, assieme ai nostri genitori. Abbiamo avuto paura di morire. Una volta scesi, abbiamo saputo. Una tragedia, Mirko era un ragazzo educato. Viveva in questo palazzo da più di un anno era sempre gentile quando ci incontravamo. Un incubo, siamo tutti ancora sconvolti”.
Fonte: roma.repubblica.it
FEDERICA ANGELI e FLAMINIA SAVELLI