Barrafranca. Gli assolti del delitto Ferreri citano in giudizio Mediaset
Enna-Cronaca - 22/07/2010
Barrafranca. Definiti in televisione con aggettivi infamanti e oggi tutti assolti. E’ quanto accaduto ai quattro uomini coinvolti nella morte di Francesco Ferreri, il tredicenne assassinato brutalmente nel 2005 i cui assassini non hanno ancora un nome.
Quando 6 mesi dopo vennero arrestati Giuseppe Faraci, Antonio Lo Bue e Calogero Mancuso, Salvatore Randazzo ed un minorenne, venne ipotizzato il delitto seguito ad una tentata violenza sessuale. A distanza di 4 anni sono stati assolti da tutte le accuse, ma nel frattempo tre di loro avevano intentato causa contro la conduttrice di Mediaset Paola Perego ed il giornalista, per i contenuti offensivi del servizio andato in onda il 16 maggio 2006, giorno dell’arresto, durante la trasmissione “Verissimo”. A citarli per diffamazione a mezzo stampa sono stati Giuseppe Faraci, Antonio Lo Bue e Calogero Mancuso, definiti con epiteti molto gravi.
Il processo per la diffamazione si era aperto dinanzi al tribunale monocratico di Enna prima che la Corte d’appello assolvesse gli adulti – il minorenne era stato già prosciolto perché non imputabile. All’ultima udienza a deporre è stata proprio la madre del ragazzo che ha ripetuto in aula i termini utilizzati durante la trasmissione, per definire quelli che comunque all’epoca erano solo indagati. Il giudice monocratico Giovanni Milano ha disposto che alla prossima udienza, fissata per il prossimo ottobre, venga trasmessa in aula la registrazione della trasmissione che è già stata acquisita agli atti del procedimento.
A rappresentare le parti civili sono gli avvocati Gaetano Giunta e Giuseppe Lo Monaco, mentre la conduttrice televisiva Paola Perego ed il giornalista Angelo Mangano sono difesi dall’avvocato Andrea Righi del foro di Milano. Al processo per diffamazione hanno già deposto quali parte lesa Lo Bue, Faraci e Mancuso e tutti hanno confermato che se pure la notizia ebbe enorme rilevanza nazionale e degli arresti parlarono sia i Tg che i quotidiani di tutta Italia, nessuno utilizzò i termine e gli aggettivi che invece furono caratterizzarono la diretta della trasmissione “Verissimo” e che vennero ripetuti sia dalla conduttrice, sia dal giornalista che si trovava a Barrafranca.
Il procedimento giudiziario riprenderà ad ottobre con l’esame della registrazione della trasmissione incriminata e la deposizione dei testi della difesa: la sentenza attesa entro la fine dell’anno.
Giulia Martorana