Enna. Ridotta la pena al pediatra Emma e infermiera per morte piccolo Salamone
Enna-Cronaca - 25/07/2010
Enna. Ridotta la pena al pediatra Federico Emma e all’infermiera Giuseppa La Russa, che vengono ritenuti responsabili della morte del piccolo Flavio Salamone, diciotto mesi, morto il 2 febbraio di cinque anni fa all’ospedale Umberto I. La Corte d’appello di Caltanissetta ha ridotto la pena, da quattro anni e sei mesi e quattro anni, per Emma e l’infermiera, a 2 anni e 6 mesi ciascuno. Rimane un caso di malasanità. In appello sono cadute le pene accessorie dall’interdizione per tre anni dai pubblici uffici a quella di un anno dall’esercizio della professione. La Corte d’Assise, presieduta dal magistrato Sergio De Nicola, ha confermato il risarcimento danni, da quantificarsi in sede civile, ma c’è una provvisionale di 150 mila euro in favore dei genitori. L’avvocato Gabriele Cantaro, difensore di Emma, ha annunciato ricorso per Cassazione. Gabriele Cantaro ha sempre sostenuto l’innocenza del suo cliente, perché il piccolo sarebbe morto per una malattia metabolica, quindi non ci fu negligenza. “Per noi la situazione è diversa – dichiara Cantaro – Non è consentito che non si diano risposte alle precisazioni degli esperti riguardo alla mancanza dell’esame anatomopatologico, l’unico che può rispondere alla domanda: perché il bambino è morto”. L’ospedale era difeso dall’avvocato Maria Elena Argento, l’infermiera dagli avvocati Pierfrancesco Iannello e Erminio Cimino. “Ridotto il trattamento sanzionatorio che era eccessivo in primo grado – ha dichiarato l’avvocato Erminio Cimino – valutaremo l’ipotesi di un ricorso in Cassazione”. La parte civile, sostenuta dell’avvocato di famiglia Antonio Impelizzeri esprime, invece, soddisfazione “per una giustizia giusta e severa”, perché ha punito un gravissimo caso di malasanità, ma nessun risarcimento potrà mai lenire il dolore dei coniugi Salamone – per l’assurda morte del piccolo Flavio; anche noi faremo ricorso in Cassazione” .