Giuliana (PA): Presentate le nuove poesie di G.A.Catalanotto che cantano l’amore e l’amicizia

Giuliana. La “prima “ di una raccolta di poesie, “Il canneto” di Giovanna Antonina Catalanotto (Ninetta) (1), è stata presentata a Giuliana, nel cuore dell’estate, presso lo storico Collegio di Maria, ai piedi del castello di Federico II. (2)

E la poesia nell’incanto dei luoghi, diventa canto d’amore, d’amicizia, invito alla preghiera.

Qui, una suora, la maestra Chiara, ci ha insegnato a scrivere, a relazionarci con i compagni di banco a riferire alle suore ed alla scolaresca sui fatti che avvenivano nella piazza del comune, a nove anni, alla vigilia della grande guerra, ed i locali dell’Opera Pia mantengono un fascino carico di memorie per tutti gli abitanti del comune.
Al Collegio, che ha ospitato il pomeriggio letterario dedicato alla poesia, avevo frequentato la scuola materna per qualche anno e poi lezioni d’italiano ed ero di casa abitando a pochi passi.
C’era tra le suore della stimata istituzione religiosa una mia zia e la mamma le inviava per la comunità delle religiose, spesso mio tramite, qualche primizia proveniente dalla nostra campagna. Non mancavano in cambio i sempre profumati biscotti dalle antiche ricette: dolci di mandorle, di fichi, legati alle stagioni, le taralle, le ciambelle, i tetù, di cui ero goloso, che erano recapitati a noi giovani visitatori, tramite una ruota che faceva da richiamo misterioso e preservava la riservatezza del luogo.

Ora il Collegio ha accolto il pomeriggio letterario, dedicato alla poesia, in una sala linda, come l’aula di un tempo, con una statua di Maria, attorno alla quale si riunivano le suore per la recita del santo Rosario.
Il parroco Padre Giaccone ha presentato l’autore delle poesie, una professoressa militante nell’Azione Cattolica ed impegnata nel volontariato e nel “cenacolo di preghiera” del movimento Nuovi Orizzonti de “I cavalieri della luce”. (3)

Un movimento di spiritualità moderno di una comunità, che spazia in Facebook, ispirato dalla fondatrice dell’omonima comunità, Chiara Amirante, da don Davide Banzato e don Francesco Quintavalle. ( 4 )

Ed ecco, ad appena un anno dalla pubblicazione della raccolta di versi della G.A.Catalanotto, dal titolo “Come un gabbiano” (5), l’uscita de “Il canneto”, in una elegante edizione dell’editore Ilapalma, con prefazione del prof.V.Campo,(5) commentato da alcuni disegni della giovane artista Anna Iannazzo, anch’essa originaria di Giuliana.

Il volume è stato presentato dal sindaco Rag. Giuseppe Campisi, dal prof. V.Campo e dallo storico A.G.Marchese, scrittori e letterati, che hanno nei loro curricula numerose pubblicazioni di storia e di saggistica, (6) stimati nel circondario per l’azione promozionale svolta alla ricerca delle origini dei comuni ed alla rivisitazione storica e artistica dei monumenti, chiese, conventi, opere ed artisti locali di cui è ricco il comprensorio sicano attorno a Giuliana. (7)

Un’area culturale, quella sicana del paese, che svetta con la riserva di Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco, (8), attenzionata dalla Soprintendente Dr.ssa Adele Mormino, assidua frequentatrice delle iniziative promosse a Giuliana nel Castello di Federico II e di Eleonora d’Aragona. (10)

La Catalanotto trova la sua ispirazione né “Il Canneto” in una suor Francesca Iannazzo, sorella del nonno, una zia quasi un’amica, alla quale dedica l’ultimo capitolo in prosa della sua raccolta di poesie con testi in vernacolo e scritti vari, quasi preludio d’altri racconti.
Li leggeremo prossimamente. E un nostro augurio.

Ninetta aveva frequentato, durante l’infanzia, la suora francescana dell’Immacolata col nome di suor Matilde, poi missionaria in Brasile, seguendo l’esempio d’altre generose vocazioni maschili e femminili di Giuliana, nate alcune nei Cenacoli del Vangelo promossi da padre Rivilli, il francescano tante volte presente a trasmettere il suo messaggio proprio presso il collegio di Maria.

La preghiera, che soleva recitare la suora amica, chiude le pagine de “Il Canneto”.
Ed è come se la ripetesse e la facesse propria il Nostro autore. Una preghiera rivolta al Signore: “Molto poco ho da offrirti: soffrii e piansi senza molto pazienza e talvolta lavorai senza merito, ma così ugualmente, o Signore, ti do questa piccola parte e ti prometto di sforzarmi perché domani possa darti un giorno migliore”.

“Nessuno ha un amore più grande di questo dare la vita per i propri amici” (Gv.15,9-12), ci ha ricordato l’autore nella prima pagina delle sue poesie.

Ed oggi la Catalanotto, che ha dedicato due decenni, da docente, alle nuove generazioni di Chiusa Sclafani, Corleone, Giuliana, “con le sue poesie”, come scrive nella prefazione V.Campo, “torna a proporre una riflessione sul senso della vita, che superando ansie e inquietudini, vuole affermare che ancora è possibile seguire il cuore, provare sentimenti genuini, credere in autentici punti fermi che in ogni tempo orientino e rendano più bella l’esistenza”.

Tra questi c’è l’amicizia, il sentimento forte dei siciliani, tra il naturale senso dell’ospitalità e l’attenzione all’altro, al prossimo, e non solo a quello del vicinato, ma a quello universale sublimato dal cristianesimo.
”Un amico è come un dono di Dio”/aveva scritto in “Come un gabbiano”, la Catalanotto: ”l’amico è la persona che incontri,/l’amico è tuo fratello/è la persona che deve arrivare/, è il malato da visitare/ è il tuo parroco da aiutare/ è il vecchietto da ascoltare/…un bambino da educare / è una mamma da rispettare/ è un fiore da coltivare/ è un animale da amare /. Ma l’amico è soprattutto”Dio da amare e da adorare/; da ritrovare nel fiore, nel figlio / nel padre e nella madre / nel vicino e nel lontano /.
( in “Come un gabbiano” pag.25-26 )

Nasce così la poesia di “Ninetta”, come la chiamano i “Cavalieri della luce “, di Nuovi Orizzonti, da una gran voglia di comunicare al lettore qualcosa che possa aiutarlo ad affrontare con maggiore serenità le vicissitudini quotidiane.”.

Leggiamone qualcuna, senza con ciò ridurre la scoperta che ne faranno i lettori, anche se ci manca la musica con la quale una ragazza, Cristina Altamore, ha voluto accompagnarne, con una chitarra, la lettura fattane al Collegio di Maria dall’autore.

Ad ascoltarla docenti, allievi, il suo ex preside Giuseppe Martorana, il poeta Gaetano Guella, l’assessore alla cultura A.Campisi, ed allo sport P.Musso, dirigenti della Pro Loco e numerosi estimatori venuti a festeggiare l’evento dell’insegnante, dalle molti doti di cultura e di generosa umanità.

E nei versi ecco i ragazzi della scuola, ai quali l’autore ha dedicato gli anni migliori della sua professione. Emergono con prepotenza, da protagonisti: ”Ccci su certi picciotti/chi vennu cchiù contenti/picchì sannu chi ‘na nostra vita/’un si va avanti senza ‘nsignamenti, /picchì a vera ricchezza chi nni resta/e l’unica chi dura/è chidda chi mittemu dintra a testa/e si chiama cultura”. (7)

E nella vita della docente appare di soppiatto la catechista, la volontaria laica credente, che si rivolge innanzi tutto ai familiari e parla il linguaggio dei padri, dei giulianesi, che così meglio la comprenderanno :” A li me’ niputi, a li me’ frati e a li me’ cugnati/ cci vulissi arricurdari ca ogni domenica/ a’ Missa avemu a jiri./ …..Certi voti ‘un pinsamu ca u Signori / è misu dda ch’aspetta/ .E quando avremo recitato una preghiera : “E’ na cuntintizza / chi di mia si ‘npatrunisci/ e addiventa ‘n focu,/ desideriu di vuliri beni a tutti,/ di pur tari paci ‘nna lu munnu ‘nteru./”

Spontanea, ricca della sua fede, autentica nelle invocazioni a Dio e nell’ascolto, nel relazionarsi con il prossimo, con i tanti molti fratelli che incontra o che vivono lontano ed ai quali Ninetta vuole parlare anche con gli strumenti inusitati e non comuni, offerti da Facebook, per la trasmissione del messaggio salvifico dell’amore, del messaggio evangelico di “Nuovi Orizzonti”, la comunità di preghiera a cui partecipa, con V.Campo, perché il Vangelo arrivi alle nuove generazioni.

L’autore è consapevole che il mondo che ci circonda brucia relazioni umane e valori, distrugge le identità, isola, con le nuove mobilità, le persone, le famiglie, gli affetti,

Ma chi ha fede, come la Catalanotto, non si perde d’animo, con il potenziale creativo che Dio concede a ciascuno, si relaziona con la sua comunità, con le tradizioni, i culti, i bisogni e le speranze dei giovani, nella migliore tradizione giulianese dei professionisti e degli intellettuali, presenti al Collegio di Maria per incontrare una nuova poetessa, dal gran cuore, aperto ai familiari ed ai bambini della Georgia, accolti come da una seconda mamma ed ora adulti sicilianizzati.

Tra i partecipanti all’incontro con l’autore, i tanti concittadini che pensano, scrivono, ricercano, sperimentano e valorizzano colture innovative e prodotti della terra, (anche se spesso poco remunerativi ma qualitativamente eccellenti), che
scavano nella storia e nelle manifestazioni del pensiero, che costruiscono biblioteche e recuperano il
valore dei libri, delle letture, della storia, della letteratura, della poesia, della musica, a volte da “autodidatta”, come i tanti personaggi fatti rivivere da A.G.Marchese, lo storico che ha scritto la prefazione alla prima opera della Catalanotto, “Come un gabbiano” ed ora accompagna l’autore alla seconda prova, in larga parte scritta in vernacolo, con rinnovata carica espressiva, nell’uso letterario riscoperto della lingua dei padri.

Marchese, con la sua vasta produzione saggistica e letteraria è stato l’apripista degli storici giulianesi, (V.Campo, G.Scaturro, M.A.Russo, A.Campisi) ed ora scruta e vede ne “ Il canneto” l’icona dell’uomo semplice della preistoria e della storia, che ha utilizzato, il “canneto mediterraneo”, nella sua servizievole offerta naturalistica, per costruire le capanne, per preparare gli attrezzi necessari alla vita, per proteggere le piantagioni dal vento, per misurare i commerci e relazionarsi con i vicini, per costruire gli strumenti musicali ed accompagnare, con il flauto dal flebile suono, i versi musicali, spontanei del cuore umano: “…chiddu chi ‘nto cori/ mi buttìa, mi pari comu si lu grapissi/ e tuttu all’apertu mittissi. / Sentu un gran disìu di parlari/ a tutti chiddi chi ‘ncontru.”.

L’incontro con gli altri, esigenza naturale e vocazione rafforzata dalla fede, per pregare assieme il Creatore: “Vulissi diri quantu ti vogliu beni, / o miu Signori./ Vulissi ringraziàrti pi tutti/ i cosi chi mi dasti, pi lu suli, / pi li sciuri chi spùntanu/ puru ‘mezzu a li petri”.

Grazie Ninetta, ci aiuti a riscoprire la lingua dell’Isola, la religione, che è musa ispiratrice della tua poesia, la cultura di una Regione, che il cammino dell’Europa
tende a disperdere e dovrebbe invece tutelare, come fondamento della sua identità culturale e della ricchezza del suo patrimonio diversificato. ”La rinascita dell’Europa”, scrive su Avvenire Sabino Acquaviva, “coincide anche, o anzitutto, con la riscoperta delle sue lingue e delle sue culture”. (11)

Alla Catalanotto sono stati maestri Meli e Veneziano, Buttitta e Giardina e la accompagnano, Franco Vitali da Marineo, Claudio Chiaramonte da Castelvetrano, e tra i tuoi concittadini, anche i poeti centenari Nicolò Catalano, Sebastiano Altamore, Giuliano D’Aiuto, intervistati da A.G.Marchese e poi Gaetano Guella, Francesca Bella, e tanti altri.
Lo spirito francescano de “I Cavalieri della luce” avanza, nell’umiltà e nella semplicità di una poesia scritta per cantare le lodi al Creatore e per condurre i fratelli alla salvezza.

E per coloro che hanno dimenticato la lingua dei nonni, ecco le poesie della Catalanotto, che si offrono alla lettura pacata e serena delle generazioni dell’Italia unita, nell’evoluzione linguistica, che i canti d’amore di Ciullo d’Alcamo hanno subito e trasmesso alla terra di Dante e di Francesco d’Assisi.

I lettori più giovani scopriranno così anche i primi racconti pubblicati né “Il canneto”, preludio d’altri attesi scritti narrativi.

Ferdinando Russo
onnandorusso@libero.it

1)A.Catalanotto, “Il Canneto”, con prefazione di Vincenzo Campo e disegni di Anna Iannazzo, editore Ila palma-Palermo 2010

2) A.G.Marchese, Il Castello di Giuliana. Storia e Architettura, presentazione di M.Giuffrè, ed.Ila palma, Palermo 1996

3) Nuovi Orizzonti www.nuoviorizzonti.org

4) V.Campo, lo trovi in http:/semprelieti.blogspot.com

5) N.Catalanotto, ”Come un gabbiano”, con prefazione di A.G.Marchese, Ila palma, Palermo 2008

6) A.G.Marchese, Polittico siciliano. Scritti d’arte e di storia, ed.Ila palma,1988

7) A.Campisi, V.Campo, l’Abbazia di santa Maria del Bosco di Calatamauro

8) F.Russo, in Giuliana –Nel castello di Federico II i turisti spagnoli cercano Eleonora d’Aragona, in www.vivienna.it del 21 agosto 2010,oppure in www.google.it cliccando: Giuliana, nel castello…..

8) Sito di Giuliana www.comune.giuliana.pa.it

9) A.Catalanotto, Il Canneto, ’Na jurnata d’autunnu, op.cit pag.16

10) A.Catalanotto, Il Canneto, Sentu nto cori un disìu, op cit.pag.18

11) S.Acquaviva, in Europa, tocca a te tutelare le lingue locali, in Avvenire del 21 agosto 2010 pg 23