Enna. Non rispondono al Gip i due estortori dell’anziano pensionato
Enna-Cronaca - 12/09/2010
Enna. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio del Gip, Paolo Ilardo e Giacomo Lipani, i due ennesi, che sono accusati di avere rapinato ed estorto del denaro ad un anziano d 78 anni e che sono, allo stato attuale agli arresti domiciliari . I due sono stati arrestati dagli agenti della squadra Mobile, coordinati dal dottor Giovanni Cuciti. Proprio Paolo Ilardo, difeso dall’avvocato Michele Baldi, è accusato di avere accompagnato il pensionato in banca, ripreso dalla telecamere dell’istituto di credito, mentre l’aziano preleva mille euro e poi fuori dalla banca li consegna ad Ilardo. Giacomo Lipani è difeso dall’avvocato Giulio Magnifico, ed allo stato attuale si trova nel carcere di piazza Lanza a Catania, perché è stato arrestato per detenzione e spaccio di droga . Ilardo e Lipani sono stati arrestati venerdì scorso dagli agenti della Mobile perché si sono resi responsabili di rapina e estorsione nei confronti di un anziano ennese. Secondo la ricostruzione della polizia, la vicenda è iniziata a gennaio, quando l’anziano, trovandosi in campagna, veniva raggiunto dai due pregiudicati, i quali, minacciandolo con un coltello, lo hanno obbligato a dare loro quei pochi euro, quindi la richiesta di 200 euro che l’anziano ha prelevato da casa ed in ultimo il prelievo dalla banca di mille euro. La vicenda è venuta fuori perché un congiunto dell’anziano ha notato lo stato di ansia cui stava vivendo l’anziano e le risposte molto evasive dello stesso a precise domande sul suo stato di salute. Subito dopo l’arresto lo stesso anziano avrebbe riconosciuto negli uffici della Questura Ilardo e Lipani. Il difensore di Lipani ha sottolineato al Gip che il suo cliente non è affatto disoccupato, ma lavora come operaio di Sicilia Ambiente e non è stato lui ad accompagnare l’anziano all’interno della banca per prelevare i mille euro. L’avvocato Magnifico ritiene che questo sia un passaggio importante nel senso che il suo assistito non può essere accusato di sequestro di persona e rapina.