Enna. Presidente Monaco in minoranza in Consiglio provinciale

Enna. L’ingresso in consiglio provinciale di Salvo La Porta non cambia l’atteggiamento dell’ex maggioranza di centrodestra ne confronti del presidente Giuseppe Monaco e della sua giunta tecnica. Infatti Salvo La Porta, nel suo primo intervento in aula, ha messo subito le cose a posto, dichiarandosi lealista, quindi in una posizione di critica nei confronti dell’attuale giunta,non condividendone le scelte, così come avrebbe fatto il consigliere decaduto, Sergio Malfitano, che appartiene al Pdl Sicilia. Anche il capogruppo del PdL, Francesco Spedale, è stato abbastanza chiaro ed ha invitato il presidente Monaco a ritornare la sua azione all’interno dei partiti che lo hanno sostenuto ed eletto. Una dichiarazione che il PdL lealista ha fatto più volte, segno evidente che non condivide la scelta fatta dal presidente Monaco, che, nella sostanza, chiede l’appoggio anche ai partiti di centrosinistra nella sua attività politico-amministrativa. Allo stato attuale, dunque, il presidente Monaco e la giunta provinciale vengono sostenuti dai tre consiglieri del Mpa (Catania, Cimino, Russo), tre del Gruppo Federato (Crapanzano, Faraci, Sutera), Lorenzo Granata dell’Udc, Giuseppe Regalbuto del PdL lealista, che non segue il gruppo che fa capo al deputato regionale Edoardo Leanza. Otto consiglieri che non costituiscono sicuramente maggioranza, anche se in determinate occasioni potrebbero ottenere consensi da parte del consigliere Paolo Buscemi del PD, ma appartenente alla corrente Franceschini allo stato attuale in contrapposizione con la corrente Bersani, e dal presidente del consiglio, Massimo Greco. Dunque al massimo dieci consiglieri che sicuramente non costituiscono maggioranza e che non possono superare l’opposizione di centrodestra e quella di centrosinistra che raggiunge quota quindici, che è maggioranza assoluta per cui per il presidente Monaco e per la giunta saranno difficoltà enormi per cercare di avere consensi sul loro operato. Insomma vita difficile, ma il presidente Monaco era ed è consapevole di questa situazione difficile, ma è deciso ad andare avanti perché per due anni è stato ostaggio dei partiti, all’inizio da parte del MpA e nell’ultima fase da parte del PdL lealista con ricatti e ricattucci, precisazioni e critiche, cambi e sostituzioni sino a quando Giuseppe Monaco ha rotto gli indugi, confortato dal parere favorevole del presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha deciso di nominare una giunta tecnica di buon livello, che avrà un compito sicuramente difficile.