Regione Sicilia; Cisl: governo senza strategia
Enna-Cronaca - 01/02/2011
“Perplessità e disappunto”. Sono i sentimenti con cui, in casa Cisl, si è appresa la notizia del via libera dell’assessore regionale alle Politiche sociali, Andrea Piraino, al decreto numero 28 del 2011. Il provvedimento attinge al fondo regionale per i non autosufficienti e fissa i criteri per erogare, a organizzazioni del volontariato, associazioni, cooperative ed enti locali, “contributi per progetti di assistenza a disabili gravi o a minori disabili”. Secondo la Cisl, il provvedimento “conferma in modo inequivocabile” la volontà dell’assessorato di battere la “strada insostenibile dei finanziamenti a pioggia, dispersivi e inefficaci, piuttosto che quella di “una strategia complessiva di interventi su obiettivi e bisogni prioritari e condivisi con forze sociali e amministrazioni locali”. Il sindacato chiede a palazzo d’Orleans la costituzione del fondo unico per le povertà, e l’attuazione delle politiche di integrazione socio-sanitaria con la “messa in sinergia” degli assessorati regionali alla Famiglia e alla Salute. Il decreto 28, osserva la Cisl, è venuto alla ribalta ora, dopo il ritiro del discusso “bando degli stagisti del volontariato”, a seguito delle proteste delle forze economiche e sociali. La sospensione, “sembrava aver colto il senso delle critiche” sollevate. In una nota indirizzata a Piraino e al governatore Raffaele Lombardo, il segretario della Cisl Sicilia Maurizio Bernava e Carmelo Raffa, numero uno nell’Isola della federazione cislina dei pensionati, scrivono che “sembrava fosse stata aperta dal governo la stagione di un profondo ripensamento delle politiche sociali mediante la ricognizione e rimodulazione delle risorse disponibili e grazie all’abbandono della pratica della frammentazione degli interventi”. Ma il decreto 28 non assume come prioritaria l’apertura di una fase nuova. La logica che sembra ispirarlo, denuncia la Cisl, è piuttosto “quella di sempre, centrata sulle attese dei soggetti interessati a gestire gli interventi (coop, enti, associazioni) più che sul disagio degli strati sociali deboli, da azzerare secondo criteri di trasparenza ed efficacia”. Pertanto il sindacato chiede “che siano ripensati gli interventi messi in campo anche se programmati da tempo”. E sollecita il “via al confronto, come annunciato dal governo regionale, per una svolta radicale in tema di politiche sociali”.