Enna. Miniera Pasquasia, sequestro di documenti a Palermo

Enna. Il Sostituto Procuratore della Repubblica, Marina Ingoglia, sulla vicenda della miniera di Pasquasia, sui continui sabotaggi che la stessa continua a subire non molla, anzi insiste coinvolgendo tutti i settori della Regione Sicilia. Il magistrato ennese vuole massima chiarezza, ma la vuole anche sul campo della patrimonialità del sito, delle attrezzature esistenti all’interno in modo da avere un quadro il più chiaro possibile. Per questo motivo questa mattina personale della Digos, coordinato dal dottor Giuseppe Anzalone, e del Nucleo Operativo della Forestale, diretto dal dottor Gaetano Bognanno, si recheranno a Palermo presso l’assessorato regionale all’Industria per sequestrare tutto il carteggio che riguarda la miniera di Pasquasia per capire chi è il proprietario del sito, quali sono le imprese che hanno operato all’interno della miniera, chi è il proprietario di tutte le attrezzature che si trovano nella miniera, chi ha commissionato l’amianto, chi gestisce i macchinari da dove si è verificato lo sversamento dell’olio dielettrico, sostanza altamente cancerogena e pericolosa anche per il sottosuolo. Un’indagine quella del magistrato ennese a tutto campo, non tralasciando niente, nessun particolare perché, una volta per tutte, si vuole conoscere veramente tutto sulla miniera di Pasquasia e sulla possibilità della messa in sicurezza del sito minerario. Certo la riunione del tavolo tecnico, organizzata a Palermo questa mattina, potrebbe dare delle utili indicazioni ed in effetti la dottoressa Marina Ingoglia aspetta gli esisti di questa riunione, ma questo non fermerà la sua indagine perché, dopo l’interrogatorio di Gianluca Galati, direttore generale dell’assessorato regionale all’Energia, in programma ci sono altri interrogatori di funzionari regionali che potrebbero dare risposte certe sul problema Pasquasia e non è detto che il magistrato non organizzi un altro sopralluogo con la presenza di tecnici, che possano aiutare a capire il difficile problema . Non bisogna dimenticare che c’è già un iscritto nel registro degli indagati, si tratta di un ingegnere P.L.R., funzionario della Regione, che aveva il compito di tenere sotto controllo la miniera di Pasquasia, di intervenire per evitare che potessero succedere dei sabotaggi, così come è avvenuto per ben due volte nel corso di questi mesi. Il sequestro di documenti dall’assessorato regionale all’Industria da parte della Digos e del Corpo Forestale potrebbe dare ulteriori indicazioni su chi deve operare per migliorare la situazione del sito minerario.