Indagine su Pasquasia della Polizia Provinciale di Enna: discarica di un milione di metri cubi
Enna-Cronaca - 03/02/2011
Enna. Gli agenti della Polizia provinciale, diretti dal tenente colonnello Nicola Alleruzzo, con il più assoluto riserbo, da più di un anno, hanno effettuato una serie di controlli all’interno della miniera di Pasquasia, rinvenendo una discarica di un milione di metri cubi di ferro, tantissimi copertoni e rifiuti, in alcuni magazzini sono stati rinvenuti centinaia di fusti con liquidi di vario genere, materiale pericoloso e speciale, ma non è stata riscontrata alcuna traccia di scorie radioattive. I risultati di questi sopralluoghi si sono saputi soltanto ora proprio perché sulla miniera di Pasquasia si sta accentrando l’attenzione della Procura della Repubblica ennese, ed il Sostituto Marina Ingoglia ha aperto una nuova indagine, delegando agli uomini della Digos ed a quelli del Nucleo Operativo alla Forestale indagini accurate e sequestro dei documenti. Proprio in base ai sopralluoghi e agli accertamenti della Polizia Provinciale, la Procura ennese ha poi ipotizzato i reati di omissione di atti d’ufficio, violazione delle leggi ambientali e disastro ambientale colposo. Gli agenti hanno depositato in Procura un carteggio piuttosto voluminoso che contiene relazioni tecniche, disegni, piante topografiche, illustrazioni, centinaia di foto delle discariche, del cemento amianto e dell’intera situazione nel sito; c’è stata anche una ricerca, per delega, aveva come obiettivo, utilizzando analisi chimiche: la eventuale presenza di inquinamento radioattivo. I tecnici dell’Arpa, nell’estate del 2009, hanno prelevato dei campioni, poi inviati a Palermo per le analisi, che hanno escluso categoricamente la presenza di radioattività. Sono stati prelevati campioni su tutta l’area del sito minerario, e nell’istituto di analisi di Palermo sono stati inviati prelievi di acqua, di sedimenti, di canali di scolo, di muschi, di vegetazione spontanea e di piante e frutti presenti in tutta l’area. I risultati hanno dato esito negativo con la dichiarazione di assenza di radioattività. La polizia provinciale, inoltre, ha verificato lo stoccaggio delle sonde al Cesio che, fino al 2002, si trovavano a Pasquasia, fuori dalla Sicilia. Le ipotesi di reato formulate dalla Procura riguardano la mancanza di bonifica e messa in sicurezza del sito, per il mancato stoccaggio di rifiuti pericolosi e l’abbandono di amianto; e per il pericolo che deriverebbe la presenza di questa “bomba ecologica“ in un ambiente che vede la presenza di aziende agricole ed a poca distanza la riserva naturale Imera-Capodarso.