Confindustria Enna su imprese omertose ad Aidone e Piazza Armerina
Enna-Cronaca - 04/02/2011
Enna. “Lascia sgomenti il silenzio delle imprese che sono state taglieggiate ad Aidone e Piazza Armerina, nonostante le tante campagne anti pizzo fatte da Confindustria regionale con il presidente Ivan Lo Bello e da Confindustria provinciale”. A dichiararlo è stato l’avvocato Nino Grippaldi, presidente di Confindustria ennese, dopo avere saputo gli effetti dell’operazione antimafia “Nerone” e l’arresto di sei persone che taglieggiavano le imprese e l’atteggiamento omertoso delle imprese che hanno operato ad Aidone, pagando il pizzo e rimanendo in silenzio. “L’esito dell’operazione Nerone – ha dichiarato Nino Grippaldi – condotta con grande capacità investigativa dagli agenti della Questura di Enna, coordinati dal dottor Giovanni Cuciti, cui bisogna esprimere gratitudine per la costante presenza sul territorio, segna un momento di grande amarezza. Non è possibile che, nonostante gli sforzi delle istituzioni e della società per rendere chiaro a tutti che lo Stato protegge e sostiene chi denuncia e non soggiace ai ricatti delle organizzazioni mafiose, registriamo ancora pericolose sacche di omertà, che possono apparire di compiacenza, da parte delle presunte vittime”.
“Dovrebbe essere chiaro a tutti – prosegue il presidente provinciale di Confindustria – che non è con la quiescienza che ci si garantisce tranquillità. L’operazione coordinata dal Procuratore Sergio Lari della DdA di Caltanissetta evidenzia come nonostante la continua capacità di rigenerarsi delle organizzazioni mafiose, lo Stato c’è ed è concretamente impegnato nel fronteggiare ogni tentativo di pressione sull’economia”.
“Sorprende – conclude l’avvocato Grippaldi – come le imprese taglieggiate provengano da aree in cui la lotta al racket segna momenti di alto impegno civile ed istituzionale (Sicilia Occidentale e Calabria) ed in cui lo sforzo dei nostri colleghi di Confindustria è continuo. Valuteremo ogni azione utile anche di costituzione di parte civile nel processo che ne scaturirà, ma noi tutti continueremo a batterci perché le aziende siano protette ma che abbiano il coraggio di denunciare eventuali vessazioni”.