Enna. Condanne per lite per parcheggio

Quattro anni fa ci fu una lite tra due famiglie per un parcheggio ad Enna bassa. Pietro Bambolo e Maria Grazia Licata avrebbero insultato Adriano Amico e Carmelo Campagna, che avevano parcheggiato male e nella lite verbale furono avanzato delle minacce. Amico e Campagna, lo scorso anno, erano stati condannati in primo grado rispettivamente a quaranta giorni di reclusione e a una multa da 34 euro (più danni da quantificare), ora Pietro Bambolo e la moglie, sono stati condannati, per ingiurie, a 300 euro di multa ciascuno, oltre che al risarcimento dei danni, da quantificarsi in sede civile. Ingiurie dirette ad Amico e una donna, assistiti dall’avvocato Antonio Giuseppe Bonanno, mentre Bambolo e la moglie sono difesi dall’avvocato Michele Baldi, che, dopo la condanna, si prepara a presentare appello, perché secondo la difesa non ci sarebbe stata alcuna ingiuria. Secondo una ricostruzione davanti al giudice di pace le ingiurie avrebbero preceduto le minacce. Bambolo e la Licata, in sostanza, avrebbero offeso l’onore e il decoro dei due, quindi Amico e Campagna avrebbero risposto per le rime. E così Amico e Campagna sono stati condannati in primo grado perché Campagna avrebbe minacciato Bambolo invitandolo a non “mettersi contro i leonfortesi”, perché si sarebbe rotto la testa”. Addirittura Amico avrebbe cercato di arrampicarsi per raggiungere il balcone dove c’era Bambolo, non riuscendovi perché bloccato dalla moglie, che, assieme ad un passante, lo ha calmato. Le due condanne sono state sospese con la condizionale. Ma la storia non finisce qui perchè ci sarà da discutere sui due appelli, in quanto i difensori degli imputati ritengono la condanna ingiusta.