Troina. Uccise rapinatore, condannato a 8 mesi con condizionale per eccesso colposo

Troina. Per la morte del rapinatore Massimo Brugali di 39 anni, Silvestro Felice è stato condannato ad 8 mesi con la sospensione condizionale della pena e senza la menzione sul certificato penale per eccesso colposo di legittima difesa. Il fatto risale al 12 dicembre del 2009 quando un gruppo di rapinatori penetra nel bar “Al ritorno” gestito dalla madre del giovane troinese di 24 anni, Silvestro Felice. Dietro il bancone, quel giorno c’erano la madre e la giovane sorella di Silvestro. Uno dei rapinatori afferra la madre di Silvestro e la minaccia con la pistola. La giovane sorella di Silvestro riesce a fuggire inseguita da uno dei rapinatori per le scale fino al piano di sopra il bar. Il bar si trova nel piano terra della casa dove abita Silvestro con la madre e la sorella più giovane di lui. Silvestro, studente in legge in un’università di una città del Centro Italia, quel giorno era a casa. Sarebbe partito da Troina il giorno dopo per andare a sostenere un esame in quell’università. Silvestro sente del rumore nelle scale e le voci della sorella che chiede aiuto, esce dalla sua stanza e vede sua sorella che di corsa sale le scale inseguita dal rapinatore armato di pistola. Non esita un istante, prende il coraggio con tutte le mani e corre in difesa della sorella ingaggiando una duro scontro fisico con il rapinatore. E’ facilmente immaginabile il trambusto che si è venuto a creare lungo le scale. Nella colluttazione il rapinatore ha la peggio, gli sfugge di mano la pistola, tenta di recuperarla, non ci riesce, fugge e viene colpito a morte alle spalle. Il giovane troinese ha agito per legittima difesa in una situazione di grave pericolo per la sua vita e per quella della madre e della madre. Questa tragica vicenda ha suscitato in paese tra gente un sentimento di umana pietà per la morte del rapinatore, ma anche un sentimento di forte e sincera solidarietà nei confronti di Silvestro e della sua famiglia (il papà Gaetano è scomparso alcuni anni fa). Era unanime l’auspicio della che il giovane troinese non dovesse subire alcuna conseguenza, anche di natura giudiziaria e penale per questa drammatica esperienza che ha dovuto vivere suo malgrado. Silvestro è un giovane di mite carattere, che in quella tragica circostanza dell’incursione a casa sua e nel bar gestito dalla sua famiglia, ha dovuto agire con coraggio per difendere sua madre e sua sorella dai rapinatori. Nel determinare la pena in 8 mesi con la condizionale, senza la menzione sul certificato penale, il giudice avrà tenuto conto di tali circostanza. La gente avrebbe voluto l’assoluzione piena, ma, considerata la brutta piega che aveva preso all’inizio la vicenda con l’accusa a Silvestro di omicidio volontario del rapinatore, ha accolto con sollievo la sentenza del giudice.

Silvano Privitera