Enna: Anteprima nazionale a Palermo, per il cortometraggio “Giovanni Falcone, la mente e il cuore”

Prima nazionale di   “Giovanni Falcone, la mente e il cuore”, nell’aula bunker dell’Ucciardone di Palermo,  il 23 maggio alle 15.00 , cortometraggio diretto dall’ennese Marco Grisafi (nella foto), che prende diretta ispirazione da un’intervista rilasciata dal magistrato Falcone, alla docente di Storia Moderna Giovanna Fiume, il 28 aprile 1989. L’idea di trarne un corto, è proprio della sorella Marinella Fiume, anch’ella docente e scrittrice, da anni impegnata nella lotta contro la mafia con l’Associazione  Fiumefreddese Antiracket e antiusura “Carlo Alberto Dalla Chiesa”   fondata nel 2000, e di cui è presidente  attualmente. Sua è l’idea e la sceneggiatura, quest’ultima curata insieme a Marcello Mazzarella. Gli interpreti sono:  Marcello Mazzarella ed Emanuele Gullotto, gli studenti della scuola “Verga” di Fiumefreddo di Sicilia e del liceo scientifico “Leonardo” di Giarre, componenti delle associazioni Antiracket regionali e Funzionari della Prefettura di Catania;la direzione della fotografia è di Alessandro Caiuli;  le foto di scena di Giulio Azzarello; l’aiuto regia di Dario Spoto.
Marco Grisafi, attore e regista teatrale e cinematografico, si forma a Perugia per calcare non ancora maggiorenne le scene  di importanti teatri italiani e proseguire negli anni sino a tornare nella città natìa, Enna, dove dal 2008  è docente di recitazione presso l’Accademia del Musical “Bob Fosse”.

1.Marco Grisafi, il tuo percorso comincia come attore di prosa, presso la compagnia Liminalia a Perugia,  per proseguire e specializzarti nella regia teatrale e cinematografica. Su cosa si fonda tale scelta di cambiamento di ruolo?
Ho iniziato casualmente al liceo con  un corso di recitazione organizzato dalla stessa scuola e non mi sono più fermato. Ho iniziato come attore teatrale ,interpretando svariati  ruoli : da Amleto ad un sordomuto, l’ultimo ruolo che ho interpretato. Dopo alcuni anni però, qualcosa ha cominciato a pesarmi, nonostante ad ogni spettacolo il pubblico restasse soddisfatto, io non lo ero, non mi sentivo più appagato; e quando mi hanno proposto di gestire un corso di recitazione e di mettere poi in scena uno spettacolo, mi sono sentito entrar dentro in un altro mondo, ben più affascinante, quello della regia, e da 13 anni seguo questo percorso con più di 30 messe in scena all’attivo.
Per non sentirmi troppo vincolato al teatro, ho seguito un corso di regia cinematografica e televisiva

2. Da anni sei anche docente di recitazione e in particolare negli ultimi anni, ti occupi di Musical, un’esperienza del tutto nuova per la tua formazione
Fa parte della mia tendenza alla versatilità, mi piace passare dalla prosa al musical e poi  al cinema e viceversa. Mi appaga, e trovo il Musical un genere ormai all’avanguardia che può anzi fungere da stimolo alle altre espressioni artistiche.

3. Come nasce la tua partecipazione al progetto di Marinella Fiume, e come hai vissuto l’esperienza del Cortometraggio?
Sono stato  contattato da un attore con cui ho lavorato in passato, e che mi ha presentato Marinella Fiume , le sue parole e le sue motivazioni mi hanno coinvolto a tal punto da portarmi  subito  a lavorare mentalmente sul progetto, e come  poter raccontare avendo a disposizione questo raro documento storico che è l’intervista.

4. Cosa differenzia questo progetto da tanti altri che negli anni si sono occupati e si occupano del tema della mafia e della figura di Giovanni Falcone, c’è un messaggio innovativo?
L’innovazione c’è sempre quando si parla alle nuove generazioni che spesse volte non hanno memoria storica del loro passato o non in modo completo. Il messaggio è quello della speranza di poterci riscattare come siciliani, e uomini che hanno diritto alla libertà d’espressione in tutti i campi.

 

Livia D’Alotto

Foto di Maria Catalano