Enna. Ancora polemiche su nomina revisori conti e zona franca urbana. Botta e risposta tra segretario PD e Consigliere Dipietro
Enna-city - 10/06/2011
Enna – Riceviamo dall’ufficio stampa del PD ennese la seguente nota stampa: “E’ stata un’occasione perduta, da parte del neonato gruppo federato e dell’ormai indiscusso leader Gargaglione, quella di tacere dopo l’elezione del Collegio dei revisori dei conti avvenuta nei giorni scorsi in Consiglio comunale. Questo è quanto ha dichiarato il segretario cittadino del PD Vittorio Di Gangi. Non è proprio necessario addossare colpe e responsabilità agli altri, continua Di Gangi, quando non si riesce a mettere in campo una proposta politica alternativa e condivisa da tutta l’opposizione, così com’era stato dichiarato al momento della costituzione del gruppo federato. Non si può colpevolizzare il gruppo politico del Partito democratico che cerca di aprire il dialogo ed il confronto con tutte le forze consiliari, lasciando spazio anche ai gruppi di opposizione per l’elezione di un organo di controllo evitando così di far valere la sola forza dei numeri. Forza dei numeri che Gargaglione ha fatto valere per far eleggere il primo dei non eletti nella lista di Primavera Democratica, non curante della mancata condivisione da parte del Consigliere dell’MPA Palermo che non ha partecipato al voto. Se tutto il gruppo federato fosse stato compatto e presente, avrebbe tranquillamente eletto tra le sue fila il Presidente del Collegio. Il gruppo federato, prosegue Di Gangi, farebbe bene a spiegare alla città come mai un suo componente, il consigliere Dipietro, non ha votato l’ordine del giorno, tra l’altro votato da tutto il resto del Consiglio comunale, con il quale si impegnava il Sindaco a rivendicare l’ingresso della Città di Enna tra i comuni facenti parte della zona franca urbana cosiddetta della “legalità” e che l’Assessore regionale Venturi aveva autorizzato per i comuni del nisseno e dell’agrigentino. È appena il caso di ricordare che gli Onorevoli Galvagno e Termine sono intervenuti personalmente presso l’Assessorato al fine di perorare la causa ennese. Sulle vicende che interessano l’intera collettività non ci si può differenziare, così come sembra in questa circostanza, soltanto per partito preso, ma bisogna remare tutti dalla stessa parte per portare dei vantaggi alla nostra città che altri, ivi compreso il governo regionale, non ci regalano. Per questo rinnovo il mio apprezzamento per l’azione sinergica svolta alla deputazione regionale”.
Lettera in redazione da parte del Consigliere comunale Maurizio Dipietro, tirato in ballo dal Segretario comunale del PD, Vittorio Di Ganci, per non avere votato l’ordine del giorno, con il quale si impegnava il Sindaco a rivendicare l’ingresso della Città di Enna tra i comuni facenti parte della zona franca urbana: “Nonostante io non sia tra quelli che si dilettano ad occupare ogni spazio nei media rispondendo anche agli starnuti che sentono per strada, la dichiarazione dell’ufficio stampa del P.D. ed attribuita al segretario cittadino Vittorio Di Gangi mi induce ad intervenire al solo scopo di ristabilire la verità e a non accreditare linguaggi allusivi, intimidatori o semplicemente politicamente scorretti.
Il segretario del P.D. di Crisafulli, Vittorio Di Gangi, chiede al consigliere Gargaglione di spiegare alla città come mai io non ho votato l’ordine del giorno con il quale si impegnava il Sindaco a rivendicare l’ingresso della Città di Enna tra i comuni facenti parte della zona franca urbana cosiddetta della “legalità” che l’assessore regionale Venturi aveva autorizzato per i comuni del nisseno.
Non c’è bisogno di disturbare il consigliere Gargaglione perché io sono in grado di dare spiegazioni di ogni cosa che faccio, tenuto conto che non mi viene commissionata da nessuno ed a nessuno devo rendere conto.
Temo che la necessità di avere spiegazioni sul mio voto contrario all’ordine del giorno sia più frutto di una difficoltà individuale che di un’oggettiva complessità della vicenda che è stata spiegata con estrema chiarezza anche dai giornalisti che hanno pubblicato la cronaca di quel consiglio, Flavio Guzzone per La Sicilia e Paolo Di Marco per il Giornale di Sicilia, i quali hanno agevolmente compreso che la mia posizione era quella di fare assumere ad Enna la titolarità dell’iniziativa di un’apposita zona franca della legalità.
Temo anche che vi sia una scarsa conoscenza della questione di cui si discute perché la zona franca della legalità è un’opportunità che la legge regionale offre a tutti i Comuni che vogliono consorziarsi, preferibilmente divisi per provincia e richiedendo come requisito un bacino di utenza di 50.000 abitanti. Il che vuol dire che Enna e Piazza Armerina possono farsi finanziare una misura identica a quella che ha avuto finanziata Caltanissetta. Non è un treno che passa una sola volta nel quale o si sale o lo si perde ma un’opportunità che si costruisce per e con gli operatori economici del territorio interessato.
Il mio voto contro l’ordine del giorno, portatore di significato solo simbolico, essendomi ben noto che il resto del Consiglio avrebbe votato a favore, aveva ed ha il senso di richiamare ciascun soggetto istituzionale alle proprie responsabilità e di restituire ad Enna la dignità di capoluogo che a parole molti invocano ma che nei fatti pochi ricercano.
Accodare Enna a Vallelunga Pratameno (con tutto il rispetto per quella ridente località) non mi sembrava e non mi sembra il modo migliore per restituirle dignità di capoluogo.
E’ chiaro, dunque, che io non remo contro la collettività ennese che da ultimo ho difeso – ahimè senza successo – dal voto del partito di Vittorio Di Gangi che ha “sanato” l’ingiusta tassazione delle bollette della nettezza urbana e che tra breve costringerà la cittadinanza al salasso economico al quale si è opposta con una determinazione che resterà nella storia della nostra Città.
Ora si può comprendere la questione o meno, si può essere d’accordo oppure no con la mia idea ma non si possono rilasciare dichiarazioni velatamente allusive di non si sa quali interessi avrei nell’impedire l’ingresso di Enna nella zona franca di Caltanissetta.
Se il segretario del P.D. crisafulliano, Vittorio Di Gangi, è a conoscenza di inconfessabili segreti che hanno mosso il mio voto nel Consiglio comunale di giorno 6 giugno li denunci pubblicamente altrimenti sarebbe opportuno che riflettesse un po’ prima di parlare.
Io non gli dirò di tacere come ha fatto lui con il consigliere Gargaglione nel comunicato stampa al quale rispondo perché, una delle tante cose che mi differenziano dal segretario del P.D., è che io penso che tutti abbiano sempre e comunque il diritto di parlare, anche – se lo credono – per dire fesserie”.
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