Enna. Manca piano economico finanziario che legittimi costo raccolta e smaltimento rifiuti

Enna. “Siamo alle solite anche per il 2011, la storia non cambia e, prossimi all’approvazione del bilancio previsionale 2011, dobbiamo fare i conti con le consuete inadempienze, ossia la mancata redazione di un Piano economico finanziario che legittimi il costo per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti in città e di conseguenza l’approvazione delle tariffe che certamente non possono ritenersi legittime solo perchè “forse” il Consiglio comunale domani li approverà”. A dichiararlo sono i due consiglieri comunali di Open, Giovanni Contino e Maurizio Bruno, che pongono tra l’altro diversi interrogativi: “Perché l’Ato, nonostante i solleciti del Sindaco e la diffida di tutte le forze politiche presenti in Consiglio, non ha trasmesso al Comune i chiarimenti richiesti che avrebbero consentito ai tecnici di legittimare certi costi? Come si può legittimare per il 2011 un piano economico di 4.759.692 euro, un milione di euro in più rispetto al costo già ingiustificato dell’anno precedente”? E ancora: “Come si può legittimare un piano economico dove più del 70 % dei costi è rappresentato dalla spesa del personale e un 10% da spese generali che confluiscono ad incrementare i costi del personale e/o a pagare consulenze professionali che molto spesso sopperiscono la scarsa professionalità di alcuni dipendenti?” “Non c’è una inversione di tendenza –si rammaricano i due consiglieri- nella gestione e non si è ottenuto nessun risultato nonostante si sia parlato di commutare i contratti di lavori del personale impiegato con quello degli enti locali al fine di abbattere i costi; di eliminare le indennità maggiorative che qualcuno si trova in busta paga, come documentato durante un consiglio comunale; di eliminare tutte le consulenze e gli incarichi a professionisti esterni; di rilanciare la raccolta differenziata”. Contino e Bruno si chiedono ancora: “Quali sono i risultati ottenuti e cosa hanno prodotto i vari CdA e commissari liquidatori che si sono succeduti negli ultimi nove anni per la gestione dell’Ato rifiuti e di Siciliambiente?”. CdA e i commissari liquidatori, secondo Contino e Bruno, che hanno avuto solo il ruolo “di rispondere a logiche dei partiti politici di centrodestra e di centrosinistra”. “Non si può ancora –aggiungono- dopo anni proteggere i più grandi errori gestionali che la politica locale abbia mai potuto generare a scapito di una cittadinanza intera”. Quindi la proposta dei due consiglieri di inserire nel bilancio previsionale 2011 un costo del servizio che ammonti a 3.300.000 euro a fronte dei 4.759.692 previsti, “considerato –sostengono- che manca un Piano economico, legittimato dal parere dell’ing. Capo del Comune”. Il costo tirato fuori da Contino e Bruno viene fuori dai “dati storici che il comune possiede e relativi al periodo della gestione “In House” della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti e sulla scorta degli impegni che rappresentanti legali di Siciliambiente e Ato Rifiuti hanno preso in occasione di diverse commissioni di capi gruppo”. “Inoltre –sottolineano- si può prevedere una compartecipazione del comune per un importo di 600.000 euro e sancire delle tariffe per un importo di 2.700.000 euro”. “Al di la delle competenze del consiglio comunale –concludono Contino e Bruno-, noi vogliamo, così come tanti altri consiglieri, vedere e analizzare un piano economico dove sia possibile evidenziare la tipologia della raccolta in relazione alla morfologia, all’estensione del territorio, al numero degli abitanti, nonché al sistema di spazzamento delle strada, le unità lavorative impegnate nel servizio ed ancora sul sistema della raccolta differenziata, il funzionamento dei centri di raccolta comunale. E tutto ciò secondo quelli che sono i più elementari principi di economicità, efficienza ed efficacia”.

Giacomo Lisacchi