Enna. La preziosa cappella marmorea della Madonna della Visitazione
Enna-city - 01/07/2011
La preziosa cappella marmorea della Madonna della Visitazione è l’ultima grande opera eseguita nel Duomo di Enna. E’ opera dello scultore e architetto catanese Andrea Amato, vissuto nella prima metà XVIII secolo. L’artista ricevette il 13 luglio 1737 “in conto di detti lavori la somma di onze trecento”. Fu col ricavato della vendita del feudo di Floristella che gli amministratori della Matrice, la cosiddetta “Maremma”, fecero rivestire di marmi pregiati la cappella dedicata alla Madonna chiamata, appunto, “dei marmi”. E’ quanto si apprende da notizie riferite da storici locali e da documenti d’epoca. Cinque anni dopo, nel 1742, quando Amato morì a Enna, lasciò in eredità alla chiesa Madre tutte le somme a lui dovute, con l’obbligo di celebrare messe in suo suffragio. L’opera fu completata dal maestro catanese Domenico Bevilacqua, valente allievo e nipote dell’Amato che si avvalse della collaborazione di “altri capaci marmorari catanesi”, fra cui Francesco Battaglia, che fu pure valente architetto. La cappella fu completata nell’agosto 1753. “La profusione di marmi mischi, il movimento architettonico delle parti, l’armonica inserzione di sculture, come i grandi putti librati fra la nicchia e le vistose colonne tortili, i larghi cartigli che si stagliano fra aggettanti e movimentate cornici tappezzandone i muri ai fianchi, conferiscono alla cappella una grande sfarzosità, non disgiunta da una serena compostezza”. Così la descrive Antonio Ragona nella monografia “Il Duomo di Enna”, pubblicata nel 1988, e aggiunge: “essa s’impone all’ammirazione specie sapendola germinata in un’epoca in cui s’indulgeva facilmente al superfluo e al sopraccarico”. La porticina che chiude la nicchia dove è custodita la Madonna, “non è altro che un quadro dipinto da Domenico Basile e attribuito sino a qualche anno fa a Filippo Paladini”. Rappresenta la Vergine che saluta Elisabetta nella cosiddetta “Visitazione”. Il pavimento marmoreo della chiesa, completato intorno al 1781, è stato l’ultima significativa opera eseguita nel tempio della cristianità ennese. Esso “segna quasi la continuazione dell’opera marmorea della cappella della Madonna e s’intona mirabilmente, nella sua semplicità e scelta di colori, a tutto l’insieme architettonico dell’edificio sacro dedicato alla Madonna della visitazione, patrona della città”.
Salvatore Presti