Cisl Catania critica operato aziende Enel in Sicilia

Il 3 maggio 2013 si è svolto a Catania il Consiglio Direttivo Regionale della Flaei Cisl Sicilia. Tanti i temi all’ordine del giorno che hanno avuto come denominatore comune l’analisi della situazione del sistema elettrico in Sicilia e gli effetti sui cittadini e sulle imprese nonché sulle lavoratrici e lavoratori del settore.
Le aziende siciliane e la Pubblica Amministrazione (che è la principale impresa siciliana) che si trovano nel Mercato di Salvaguardia pagano l’energia con maggiorazioni che arrivano quasi al doppio di quelle delle imprese del nord Italia (nel triennio 2011-2013 oltre 80 euro/MWh in più). Ciò quindi oltre a far lievitare i costi che si scaricano poi sulle famiglie e sui consumatori finali rende inappetibile la nostra regione dal punto di visto degli insediamenti produttivi – ha dichiarato il neo Segretario Regionale Leonardo La Piana – Da questo occorre partire quando si discute di sviluppo dell’isola e la Flaei Cisl ha in cantiere proposte concrete che vanno in questa direzione. Da questo deve prendere spunto la politica siciliana tutta. Il resto è solo propaganda a cui siamo abituati ormai da tanto tempo. La pessima qualità del servizio elettrico in Sicilia, l’assenza di investimenti, la crisi del settore della generazione, la mancanza di un piano strategico ed energetico regionale, i tagli, le continue riorganizzazioni aziendali che depauperano la potenzialità del territorio siciliano, hanno relegato la nostra regione ai margini del contesto italiano ed europeo. Da tutti i delegati territoriali – continua La Piana – ogni giorno apprendiamo anche che le condizioni di lavoro dei dipendenti delle società del gruppo Enel diventano sempre più insostenibili. L’atteggiamento spesso indisponente dei responsabili aziendali (come quello tenuto durante gli incontri svolti per il rinnovo degli accordi economici scaduti ormai da 5 anni e purtroppo non ancora rinnovati) rispecchia la profonda insensibilità delle aziende che pur di raggiungere i propri obiettivi non tengono in assoluto conto delle legittime richieste sindacali e talvolta mettono in campo anche forme di “condizionamento psicologico” o di “isolamento” verso i lavoratori che potrebbero incidere anche sulla loro sicurezza (situazioni di stress correlato) e su aspetti legati al benessere psico-fisico delle persone. La forte carenza di personale tecnico ed operaio nell’Area Rete (Distribuzione) costringe ad esempio a massacranti turni di reperibilità. Ciò incide negativamente non solo sulle persone coinvolte ma anche sul servizio offerto ai cittadini. A questo si associa la non adeguatezza di relazioni industriali sul territorio che penalizzano fortemente il ruolo delle RSU e dei responsabili locali che lamentano il non avere punti di valida interlocuzione. La nostra organizzazione è consapevole delle difficoltà delle aziende del settore elettrico – continua La Piana – che a differenza degli anni passati attraversano situazioni difficili (a livello nazionale è infatti in via di definizione un accordo che prevede di accompagnare alla pensione circa 3500 lavoratori) ma non ritiene assolutamente comprensibile che si possa scaricare solo sui lavoratori l’effetto di questo stato crisi. La Flaei ha sempre mostrato responsabilità e coerenza nelle proprie azioni sindacali; abbiamo l’impressione però che le aziende hanno considerato la coerenza e la correttezza come “atti unilaterali sindacali” derivanti dal considerare la situazione di crisi del settore. Oggi da Catania parte una richiesta forte, chiara e precisa – conclude La Piana – o le aziende del gruppo modificano in Sicilia il loro atteggiamento con fatti concreti e visibili o la Flaei Cisl sarà costretta, pur in questa situazione di particolare problematicità rispetto anche ad esempio al tema degli esodi programmati, a mettere in atto tutto quanto necessario a tutela e supporto delle lavoratrici e dei lavoratori ma anche e forse più in generale dell’intero settore elettrico nella nostra regione.