Enna: Agenzia demaniale fa melina su castello Lombardia e torre Federico

Inserita da il Mar 16th, 2017 e archiviata in EN-city. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo tramite RSS 2.0.

Enna. Investire sulla cultura e il turismo significa avere a disposizione il Castello di Lombardia e la Torre di Federico. Questa frase-auspicio è stata più volte ribadita dal sindaco di Enna in risposta a chi chiedeva maggiori sforzi al comune in campo turistico ma anche culturale ma è stata detta soprattutto per spiegare che da oltre un anno e mezzo si lavora per avere in gestione i due monumenti. In tutto questo tempo, però, non si è arrivati ad una soluzione perchè dall’Agenzia demaniale si fa melina come vedremo di seguito.
«Su questa possibilità ho lavorato sin dall’inizio del mio insediamento investendo il Prefetto per accorciare i tempi» ha spiegato Dipietro ma a proposito di tempi, come detto, è passato un anno e mezzo e nel frattempo si sono succeduti due prefetti (Guida e Leonardi ndr) i quali si sono spesi per la causa.
«Abbiamo fatto cinque conferenze di servizi, eravamo arrivati al punto finale fino a quando noto che nell’accordo mancava la parte più importante ossia la previsione di far pagare il biglietto» dice il sindaco perchè quella del biglietto per il Comune è una “conditio sine qua non” per poter gestire i due monumenti. Il problema sarebbe però legato ad una legge che divide i proventi in un 70% da girare allo Stato ed il 30% al Comune.
È stato quindi fatto notare che nel caso specifico questo non avrebbe un senso e soprattutto sarebbe controproducente per il Comune che dovrebbe occuparsi dell’intera gestione dei due monumenti per poi “gratificare” con un bel 70% le casse dello Stato. Non ci sarebbe insomma nessun vantaggio (o meglio sarebbe controproducente) per il Comune che voleva comunque già investire parte degli incassi dello sbigliettamento sul Castello e sulla Torre. Di fronte a questa accezione del sindaco fu risposto che la questione sarebbe stata approfondita ma a distanza di tempo tutto tace tanto che il sindaco ha chiesto al consiglio di attivarsi per perorare la causa.

William Savoca per la Sicilia







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