Enna, l’impegno dello psichiatra Scrimali riconosciuto dall’assessorato alla Salute

Inserita da il Mar 20th, 2017 e archiviata in ENNA. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo tramite RSS 2.0.

Enna. Centri diurni e residenziali per la cura dei disturbi alimentari più vicini all’ accreditamento dall’ assessorato regionale alla salute. Per la prima volta, pochi giorni fa, questi disturbi sono stati inseriti nelle linee guida di indirizzo tecnico della Regione, per la costruzione di percorsi clinici ed assistenziali adeguati. Un traguardo, quello che sembra avvicinarsi, in cui ha un ruolo centrale lo psichiatra ennese Tullio Scrimali, da anni impegnato nel loro riconoscimento, date le forti evidenze scientifiche sulla validità nel trattamento di anoressia e bulimia.
Scrimali, neuroscienziato clinico, direttore e fondatore del centro clinico Aleteia di Enna e Catania fonda la sua convinzione sulla bontà dell’ approccio diurno anche sulle possibili sulla ricadute economiche ed occupazionali sul territorio.
«Il Centro Clinico Aleteia è principalmente un centro diurno – spiega Scrimali – ma anche residenziale, per cicli brevi (2-3 notti) in casi di emergenza. È autofinanziato e prevede, per pazienti in difficoltà economica, assistenza gratuita. Il metodo innovativo qui sviluppato è diventato di riferimento anche all’ estero».
Su cosa si fonda il modello Aleteia? «Qui centrale non è tanto la rieducazione della condotta alimentare quanto la disaffezione per il corpo.
Lo staff, completo dal punto di visto medico e della riabilitazione aiuta le persone anoressiche a prendere coscienza del proprio corpo, dell’ eccessiva magrezza, sino ad accettare di lavorare su questo. Si fa la spesa, si cucina e si sta a tavola insieme. Usiamo metodi che rendano visivamente chiaro il proprio stato, tra questi, il body painting con tatuaggi, che vengono applicati, dalla paziente sul braccio della terapeuta e viceversa.
La differenza tra un arto e l’ altro arriva ad essere tanto sconvolgente quanto rivelatrice».

Perché rimanere vicini alla propria famiglia?
«Estraniarsi dal proprio contesto non risolve, accentua i problemi. Chi si cura fuori prima o poi dovrà tornare e spesso è il momento delle ricadute.
Qui, durante il giorno il paziente, acquisisce anche competenze nutrizionali, torna in famiglia e si riparte confrontandosi su quanto vissuto a casa».

Quale la diffusione dei disturbi alimentari in Sicilia?
«Ci sono migliaia di pazienti. La peculiarità del meridione è la carenza di strutture per la cura. La mancata percezione della diffusione viene anche dal fatto che ci si cura al nord».

Come influisce la “rete”?
«Spesso persone anoressiche creano blog con cui si sostengono a vicenda o danno informazioni fuorvianti.
Molto spesso le informazioni che si leggono in rete sono talvolta davvero tossiche per le pazienti e di anoressia si muore; ma anche di bulimia si può morire. Bisogna rivolgersi agli specialisti dunque agli specialisti. Sono malattie serie con cui non si può scherzare. Non ci sono metodi alternativi alla cura medica. Metodi suggestivi o altre tecniche possono essere utili ma solo se associate alle cure specialistiche».

Tullio Scrimali è fondatore del centro clinico «Aleteia» di Enna e Catania che è una struttura diurna ma anche residenziale, per cicli brevi (2-3 notti) in casi di emergenza. È autofinanziato e prevede, per pazienti in difficoltà economica, assistenza gratuita. Il metodo innovativo fin qui sviluppato è diventato di riferimento anche per terapie all’estero.

Tiziana Tavella per La Sicilia







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