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Enna. La storia del teatro Garibaldi

Fu fortissimamente voluta dal sindaco Gaetano Grimaldi Arezzo, marchese di Terresena, la costruzione del Teatro Comunale “d’alquanti anni reclamato dalla città”. Era il 5 maggio1860 quando il primo progetto, redatto da Giovanni Priolo, ingegnere capo della provincia di Caltanissetta, venne illustrato dallo stesso primo cittadino al consesso Senatorio. Da subito venne però accantonato per l’incertezza sul sito dove edificare. Dopo alcuni anni, venne dato incarico all’architetto ennese Giovanni Sberna di redigere un secondo progetto estimativo, con la raccomandazione di tenere “in debita considerazione il suolo disponibile risultante dall’atrio della casa comunale”.

Nella relazione del progettista, datata 15 giugno 1864, si legge che al Teatro “si offriranno metri 24 di lunghezza per metri 13 di larghezza e una capacità di 145 posti in platea e 132 nei palchi disposti in tre file, elevabile a un numero complessivo di 400 posti”. Il progetto fu approvato nello stesso mese di giugno e l’11 luglio 1864 iniziarono i lavori. Dopo 8 anni e quattro mesi, il 5 novembre 1872, venne inaugurato solennemente dal sindaco Sebastiano Ajala con l’opera verdiana “Ernani”. A costruzione ultimata, il Teatro si trovò incorporato e “perfettamente armonizzato” all’esistente settecentesco Palazzo Senatorio, poi chiamato Casa comunale o del Municipio, che in origine fu della famiglia dei Trigona, baroni della Floresta, acquistato nel 1814 dai Senatori di Castrogiovanni per onze 400.

Esauriti i festeggiamenti di Enna capoluogo, nel 1929 fu decisa la demolizione delle strutture in legno e la ricostruzione del teatro in cemento armato e mattoni per una capienza di 360 posti distribuiti tra platea e palchi, che da tre ordini diventarono quattro, compreso la galleria. Nell’autunno del 1932 fu riaperto nello splendore degli stucchi, delle luci, dei velluti e arricchito dagli affreschi del soffitto, opera del pittore palermitano Leopoldo Messina. Calcarono per primi la scena del nuovo “Garibaldi” Angelo Musco e Rosina Anselmi che nell’estate precedente avevano debuttato al Cine Teatro “San Marco”, inaugurato nel 1924 e demolito negli anni sessanta. Nei suoi centotrentotto anni di storia il Teatro è stato chiuso nel 1883-84 per “riparazioni e riforma”, nel 1971-72 per alluvione, che danneggiò la copertura con pericolo di crollo del soffitto affrescato, e nel 2001 per lavori di messa in sicurezza degli impianti e adeguamenti alle vigenti norme per i locali adibiti a pubblico spettacolo.

Quest’ultima chiusura, la più lunga, si è protratta per quasi dieci anni. Pur di riavere il tempio dell’arte che i nostri avi ci hanno lasciato, tutti i cittadini, dal pensionato al benestante, negli anni 2002-03, hanno dato il loro “contributo” (addizionale Irpef o tassa di scopo). Nel recente passato, prima della chiusura, al “Garibaldi” sono state realizzate stagioni teatrali di prosa di notevole livello artistico, operette e spettacoli vari. Ma è stato precluso definitivamente ai Veglioni cui Enna vanta un’antica tradizione. Il primo cartellone di Veglioni, infatti, venne pubblicato nel 1881 e poi ininterrottamente programmati fino al 1971, anno in cui il teatro venne ristrutturato a seguito dell’alluvione.
Salvatore Presti

foto. Ingresso interno foyer teatro Garibaldi. Foto su gentile concessione di Enrico La Bianca
foto teatro prima dei lavori all’interno concessa gentilmente da Salvatore Presti