Paesi etnei senza acqua, Marano (ControCorrente): “Crisi idrica mai risolta, cittadini senza servizi e senza diritti”

La capogruppo di ControCorrente: “L’immagine della Sicilia che guardava all’estate con gli invasi pieni e con ottimismo si è rivelata un bluff”.

“Adesso anche i paesi etnei sono senza acqua: Pedara, Nicolosi, Trecastagni e Mascalucia sono solo gli ultimi della lunga lista di comuni etnei (Misterbianco, Tremestieri Etneo, Sant’Agata li Battiati, Biancavilla, Santa Maria Licodia, Ragalna, Belpasso, Camporotondo Etneo, Gravina di Catania, San Pietro Clarenza e San Giovanni La Punta ma anche Grammichele, Fiumefreddo di Sicilia e Aci Sant’Antonio) costretti a fare i conti con un servizio idrico che non c’è: rubinetti a secco, erogazione dell’acqua a singhiozzo, cittadini costretti a lunghe file alle fontane pubbliche per avere un po’ d’acqua. Scandaloso. Diciamo le cose come stanno: la nostra Isola è in ginocchio, in balìa di un governo regionale che ha fallito nella gestione di una crisi idrica che ancora morde i siciliani e che non è stata mai risolta”.

A dirlo è Jose Marano, capogruppo di ControCorrente all’Assemblea regionale siciliana.

“Dalle autobotti nell’Agrigentino – prosegue Marano – al razionamento dell’acqua a Palermo, a Trapani e nel Nisseno. Fino ad arrivare ai gravi disservizi registrati a Siracusa, Ortigia e in tante altre località turistiche siciliane. Quella che stiamo vivendo è l’ennesima stagione estiva scandita da problemi alla rete idrica di tutta la Sicilia e da disagi enormi per cittadini e turisti”. 

“Quella della Sicilia – aggiunge la parlamentare regionale – che guardava alla bella stagione con gli invasi pieni e con ottimismo si è rivelata l’ennesima immagine bluff promossa da questa maggioranza di governo. Un’immagine che si è subito palesata in tutta la sua inconsistenza, ora anche agli occhi dei cittadini di tutta la provincia etnea”.

I deputati Ismaele La Vardera, Carlo Gilistro e Alessandro De Leo del gruppo parlamentare Ars ControCorrente aggiungono: “L’acqua è un diritto essenziale, non una promessa da campagna elettorale. I siciliani meritano risposte e soluzioni, non nuove giustificazioni. Serve un cambio di passo immediato: interventi massicci sulle reti, riduzione delle perdite, manutenzione delle infrastrutture e una programmazione seria delle risorse idriche. La Sicilia non può continuare a rincorrere le emergenze ogni estate”. 

“Ecco perché abbiamo lanciato in tutta l’Isola la petizione popolare per chiedere al Presidente della Regione Siciliana di esercitare la facoltà di revoca dell’affidamento in gestione alla Sicilacque S.p.A. in forza dell’articolo 30 della Convenzione in essere tra Regione e Società. Invitiamo i cittadini a partecipare alla raccolta firme per promuovere l’integrazione gestionale anche dai comuni con il superamento degli ambiti territoriali”, concludono i deputati.